La Guardia di Finanza scopre sprechi, frodi, irregolarità e utilizzi indebiti. Scoperti collusioni criminali all’interno della pubblica amministrazione.

Collusioni criminali all’interno della pubblica amministrazione
Collusioni criminali all’interno della pubblica amministrazione

Una montagna di risorse, che ammonterebbe ad oltre 250 milioni di euro, che si sarebbe potute utilizzare per assistere i disabili, sistemare strade e viadotti, bonificare le coste inquinate dell’Isola. Invece, dall’ultimo resoconto della Guarda di finanza in Sicilia emerge una realtà desolante: i casi di danno erariale sono stati 258, 919 le persone che dovranno risponderne in sede amministrativa.

«Gli illeciti che hanno turbato la legalità nella pubblica amministrazione — spiegano le fiamme gialle — sono stati scoperti grazie alla stretta collaborazione con la procura regionale della Corte dei conti». In manette sono finite 24 persone, altre 467 sono state indagate a piede libero. E 177 sono funzionari pubblici, un dato che colpisce, segno delle infiltrazioni criminali all’interno della pubblica amministrazione.

Il peculato accertato ammonta a circa 10,8 milioni di euro, mentre la corruzione e la concussione hanno un valore pari a 1,8 milioni. Meno di un decimo le somme recuperate durante le indagini: su 243 milioni sottratti alla collettività i finanzieri hanno sequestrato beni per quasi 22 milioni di euro. Un lavoro non facile, le tecniche di elusione dei patrimoni si fanno sempre più sofisticate, i finanzieri sono riusciti comunque a denunciare 128 persone per trasferimento fraudolento di beni, finalizzato proprio a evitare i sequestri.

La lotta agli sprechi ha portato la Guardia di finanza a fare verifiche anche sui flussi di finanziamenti comunitari, nazionali e regionali. Sono emerse frodi per 127 milioni, nei comparti pesca ed agricoltura, 824 persone sono state accusate di aver razziato gli incentivi previsti per le imprese. Gli investigatori delle fiamme gialle hanno passato al setaccio pure appalti e forniture pubbliche dove sono state riscontrate irregolarità sui flussi di spesa, per 58,5 milioni. Verifiche anche sulla spesa sanitaria e previdenziale, verifiche sulle prestazioni sociali agevolate: 958 controlli hanno fatto emergere 2.861 violazioni, per un’indebita spesa che si aggira sui 22,4 milioni.

Intensa l’attività dei finanzieri nel contrasto all’evasione fiscale: 581 persone sono risultate completamente sconosciute al fisco pur avendo attività produttive, sono i cosiddetti evasori totali. Ottantanove sono invece i contribuenti scoperti a dichiarare al fisco imponibili dimezzati rispetto ai volumi reali. Le indagini patrimoniali per assicurare il recupero delle imposte evase hanno permesso di arrivare al sequestro di patrimoni per 30 milioni di euro.

Il rapporto annuale del comando regionale della Finanza fotografa un bilancio anche sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata. Le indagini patrimoniali hanno coinvolto 193 tra familiari e prestanome dei boss. I provvedimenti di sequestro hanno riguardato 263 soggetti, a cui sono state sequestrate risorse, quote societarie e disponibilità finanziarie per 12 milioni euro. Sigilli pure per 465 immobili e 62 aziende, per un valore complessivo di oltre 176 milioni. Sono stati confiscati beni per complessivi 314 milioni di euro.