Tribunale di Catania

Il Tribunale di Catania “dissequestra” la Tecnis.

Imprenditori Costanzo e Bosco
Imprenditori Costanzo e Bosco

La Tecnis torna agli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice. La sezione misure di prevenzione del tribunale di Catania lo ha deciso questa mattina dissequestrando l’azienda da oltre un anno in amministrazione giudiziaria per il fondato rischio di infiltrazioni mafiose. La Corte ha accolto la richiesta della procura di Catania, obbligando però i titolari di Tecnis ad una sorta di “amministrazione controllata” per i prossimi tre anni.

Tecnis infatti dovrà segnalare alla questura e alla guardia di finanza tutte le operazioni finanziarie che eseguirà con importi superiori ai 250 mila euro. Per i pubblici ministeri Antonino Fanara e Agata Santonocito è venuta meno la pericolosità del bene che ora è stato “legalizzato” grazie al lavoro dell’amministrazione giudiziaria e della Procura di Catania.

Ora che il gigante dell’edilizia torna nelle mani di Bosco e Costanzo dovrà iniziare la fase di rilancio e di ritorno sul mercato. Ad oggi Tecnis ha in portafoglio solo in Sicilia sei cantieri in che valgono 450 milioni di euro che impiegano in totale 500 operai. Ma soprattutto che stanno sventrando due città: Palermo e Catania. L’anello ferroviario, la maxi-opera da 124 milioni, è ancora alle battute iniziali ma le ruspe dell’impresa hanno già scavato trincee in mezza città.

A Palermo, i lavori dell’Anello ferroviario procedono a rilento: in via Amari la scorsa settimana è stata chiesta un’ulteriore proroga di due mesi per riaprire il tratto Crispi-Principe di Scordia. In viale Lazio la nuova stazione è tutt’altro che completata e al Politeama non si vede un solo operaio al lavoro dall’inizio dell’anno.

A Catania gli appalti in corso sono tre: anzitutto i due della metropolitana che in totale pesano per 100 milioni, ma anche quello del nuovo ospedale San Marco da 125 milioni. Poi ci sono lo svincolo di Castronovo sulla statale Palermo-Agrigento (opera da 9 milioni) e l’ammodernamento di un tratto della statale Nord-Sud tra Santo Stefano di Camastra e Gela (appalto da 32 milioni che impegna 90 dipendenti a tempo indeterminato).

Tecnis complessivamente impiega 1.300 dipendenti in tutta Italia fra azienda madre e società partecipate. I cantieri sono aperti a Roma Tiburtina e al porto di Genova dove gli operai stanno lavorando al riempimento della Calata Betto. Un appalto strategico per lo scalo ligure da 200 milioni di euro. Secondo i sindacati i lavori che Tecnis si è aggiudicata prima del sequestro di febbraio 2016 ammontano a circa 800 milioni. Lavori che potrebbero partire a breve, sempre ammesso che l’azienda abbia la liquidità per far iniziare i lavori.