Palazzo del Comune Capo d'Orlando

Capo d’Orlando (Messina)  Riflessioni sulla bocciatura del Codice etico per la Buona Politica

L’Amministrazione comunale di Capo d’Orlando, evoluta cittadina della provincia Messinese, guidata dal sindaco Franco Ingrillì,  ha richiamato su di sé l’attenzione della pubblica opinione alla luce della bocciatura della “Carta di Avviso Pubblico” come codice etico del Comune,  presentata dalla  incalzante minoranza consiliare. Superato il primo momento di smarrimento, abbiamo riflettuto per capirne di più e poi siamo andati a spulciare i principi che regolano e governano le amministrazioni locali attraverso i dettami della “Carta di Avviso Pubblico”.

Franco Ingrillì, Sindaco di Capo d'Orlando
Franco Ingrillì, Sindaco di Capo d’Orlando       

Mi sono chiesto: ma perché il sindaco, notoriamente persona perbene, non solo boccia la proposta presentata dal gruppo di minoranza ma si affanna a spiegarcene anche le motivazioni. Allora,  vado a curiosare tra i principi della “Carta” e al punto 4 alla voce “CLIENTELISMO” leggiamo che: “l’amministrazione deve astenersi dall’esercitare pratiche clientelari finalizzate a tutelare l’interesse particolare di  individui o di gruppi a detrimento dell’interesse generale. E questo è uno.  Ma il bello lo troviamo al punto 5, alla voce: “CONFLITTO DI INTERESSI”ed è qui che casca l’asino:

1. La sussistenza di interessi personali dell’amministrazione che interferiscono con l’oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto;

2. Inoltre, la sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministrazione partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previsti dalla legge o da altre norme. Tralasciamo tutto il resto e fermiamoci qui.

Vicesindaco Andrea Paterniti
Vicesindaco Andrea Paterniti                                             

Adesso capirete bene che parlando di conflitto di interessi il Comune di Capo d’Orlando in giunta ha il vicesindaco, Andrea Paterniti che, a conflitto di interessi, non è secondo a nessuno.  Ricordiamoci che la ditta del padre, che recentemente ha lasciato ad altri l’incombenza della gestione,oltre ad aver eseguito lavori per svariati milioni di euro nel settore dell’immondizia, ha vinto una gara in concomitanza della campagna elettorale dell’anno scorso,per gestire nei prossimi anni il problema dei rifiuti: giocano in questo caso,la bellezza di 30 milioni di euro. E  questa,  come la vogliamo  chiamare?

Poi c’è il presidente del Consiglio comunale, Carmelo Galipò, che di diritto o di rovescio, avrebbe con il padre  una mensa scolastica da difendere a salvaguardare, e anche qui,  il conflitto di interesse è palesemente  sotto gli occhi di tutti.

Carmelo Galipò
Pres. Consiglio Comunale Carmelo Galipò        

Ed allora, sig. Sindaco, a che gioco giochiamo? Lei, ci rassicura che non ha nulla da nascondere ma una grossa mano a chi ha contribuito a farla diventare sindaco gliela stiamo dando, è vero? Aveva promesso  che avrebbe stroncato sul nascere ogni tentativo di “deviazione” se avesse appurato delle storture nella sua amministrazione e dal momento che lei non ama vendere fumo, glielo ricordiamo noi: è  passato un anno e lo ha già dimenticato?

“Avviso Pubblico” o Codice etico  per la Buona Politica è un’associazione di enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie, nata nel 1996, “con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori pubblici che concretamente s’impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella pubblica amministrazione e nei territori da essi governati”. Ed allora? Come la mettiamo?