Nicolò Testa

La coca in valigia dall’Argentina a Palermo

I corrieri della droga viaggiavano fra Buenos Aires e Palermo, la cocaina era nascosta in valigia. I carabinieri del nucleo Investigativo hanno svelato i retroscena di diverse trasferte, organizzate da trafficanti vicini al mandamento mafioso di Bagheria. Le indagini della procura di Termini Imerese hanno portato a un’ordinanza di custodia cautelare, notificata in carcere ad alcuni pregiudicati coinvolti nel blitz antimafia “Reset”. La droga che arrivava a Palermo veniva poi spacciata in alcuni dei più noti locali della movida, ma anche in diversi centri della provincia e a Trapani. L’operazione di questa mattina ha portato ad arresti anche a Roma e Udine. Le indagini si sono concentrate sul capo della famiglia mafiosa di Bagheria, Nicolò Testa, già arrestato nel 2015.

L’operazione, denominata in codice Presidium, ha portato all’arresto di 12 trafficanti, alcuni dei quali appartenenti al mandamento mafioso di Bagheria, e al sequestro di cinque chilogrammi di cocaina. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal Gip di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Nicolò Testa, al vertice della famiglia mafiosa di Bagheria, e il suo stretto collaboratore Carmelo D’Amico, avrebbero stretto un accordo con Salvatore Drago Ferrante, procacciatore all’ingrosso di cocaina, per importare grossi quantitativi di stupefacenti dall’Argentina. La droga, trasportata da Buenos Aires in Italia nelle valigie di insospettabili corrieri, veniva poi venduta sul mercato di Palermo e Trapani attraverso una rete di spacciatori.

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Carmelo D’Amico
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