Furci Siculo

Finalmente Giada e Giulia sorridono

Giada e Giulia hanno, rispettivamente, sei e otto anni.  Fino a qualche giorno fa vivevano con la mamma e il suo convivente a Furci Siculo, un paesino di 3000 anime più o meno accentrate tra il mare e la statale 114  ( ci sono tre frazioni, Artale, Calcare e Grotte). Ma la più piccola ha preso tante botte da finire ricoverata all’ospedale Piemonte di Messina e la denunzia dei medici ha poi permesso di scoprire una storiaccia inimmaginabile. Mamma e ” papà” in carcere a Messina e loro a Mascali, nel Catanese, in un istituto di suore e in stato di preadozione. Il papà naturale è un addetto a un autolavaggio a Santa Teresa di Riva, il paese dove le bimbe risultano residenti, da tempo fuori dalla loro vita. Comunque, il Tribunale dei Minori ha tolto la patria potestà alla madre. Che è una De Conti ed è originaria di Oderzo , in provincia di Treviso. anche Giada è nata nella Marca. Come una zia che vive a Furci e che è scesa in Sicilia per motivi d’amore. Il Tribunale dei Minori ha, però, deciso che le bimbe devono star lontano dai familiari. Anche della nonna che vive a Cavallino, che è poi la Grande Venezia. A Furci la gente è  combattuta tra l’omertà, la diffidenza e la voglia di raccontare tante cose. Paese mariano per vocazione  ( la patrona è la Madonna del Rosario, ndc), invoca protezione ma, poi, razzola male. E di brutto. Passa persino in secondo piano la vicenda degli assenteisti in comune perché Giada è l’immagine dello sfregio. Non solo materno. E’ andata a scuola, in prima elementare, solo per un giorno . Poi… La maestra Cinzia non ha pensato di avvertire alcuno. Casca dalle nuvole l’assistente sociale Patrizia Santoro ma poi si scopre che già a luglio era accaduto qualcosa di strano a casa di Giada ed erano intervenuti i carabinieri. Ma la Santoro non aveva fatto alcun passo ufficiale ” in assenza di una denunzia”. Bimbe solari, madre un po’ musona. Ma che in paese la conoscessero poco è balla spaziale. Faceva la badante ed aveva lavorato presso la macelleria che è all’incrocio  della strada che porta al Municipio, ovvero via Mancuso. E’ intitolata a un capostazione ammazzato come un cane nel 1990 da un vicino di casa, infastidito perché il figliolo della vittima ” gli dava i nervi suonando il pianoforte”. Furci è un paese strano.  Non ha la mensa scolastica e il cuoco se ne sta andando in pensione. All’ingresso da Santa Teresa di Riva c’è un monumento in ferro con su scritto ” Il trionfo della cultura, della solidarietà e dell’amore”. Dài, provatelo a spiegare, tra qualche anno a Giada. Poco più in avanti ci sono anche i murales che sono un inno all’infanzia. Il sindaco Sebastiano Foti e la vice Mariavera Scarcella, avvocato, che ha la delega per i Servizi sociali, stanno cercando di proteggere il paese dall’assalto mediatico, anche depistando. Molte madri appaiono infastidite: ” Abbiamo da fare…e questa storia non ci interessa”, ma alcune sono preoccupatissime perché ” non possiamo piazzarci a scuola per tutto il tempo di permanenza, il fatto  che Giada non sia andata in classe per due settimane e nessuno abbia  voluto capire il perché non ci piace”. Memori della vicenda di Ruby rubacuori- rimpallo di responsabilità sul tutoraggio tra Messina e Letojanni, paese a dieci minuti da Furci- il Tribunale dei Minori di Messina ha notificato anche all’assistente sociale di Santa Teresa di Riva le incombenze burocratiche di vigilanza e verifica. Gli anziani di Furci sono, come molti siciliani, abili a cadere dalle nuvole o sproloquiare con frasi del tipo ” Saremmo in campagna se fosse tempo di raccolta delle olive”. Nei bar, invece, c’è gente che proprio casca dalle nuvole e chi ribadisce, con sprezzo quasi razzista, ” non sono di Furci”. Un distinguo che fa ancora più male. Giada e Giulia da due giorni son tornate a scuola, chiedono dei parenti ma non della madre e hanno ripreso a sorridere. Chi verga queste note ha potuto vedere in foto Giada dopo le botte. Da non crederci ma negli occhi aveva un fascio di luce che trasmetteva speranza. Ce la farà a “risorgere”.

Gianfranco Pensavalli

Mariavera Scarcella
Mariavera Scarcella