Furci Siculo

Testimonianze da Furci Siculo (Messina)

A Furci Siculo vorrebbero mettere la testa sotto la sabbia. Un lungomare carino e una statale 114 che è un budello sono il contraltare di una invivibilità e di scarsa comunicazione che rasenta l’omertà. La vicenda delle bimbe finite a Mascali, nel catanese, e sottratte alla madre , in carcere con il convivente, spaccano la comunità. Perché quel ” in fondo non sono paesani” si scontra con quell’inequivocabile ” ma la scuola a che serve se ci va un sol giorno e nessuno pensa a una bimba di sei anni”. A piazza Sacro Cuore nel mirino finisce la maestra Cinzia Storione, reggente delle elementari, che rientrano nel Comprensivo di Roccalumera. Per la maestra Cinzia non esiste alcun caso e non vuol saperne di aggiungere altro. Santino Metauro è il titolare del bar che rende viva la piazza -dove c’è la chiesa parrocchiale- ma è anche un posto dove ti rendi conto che il paese quasi non.si ..sappia. Ma è quello frequentato da una zia delle piccine. Anche lei trevigiana di Oderzo e finita in Sicilia per amore. Ma le informazioni più articolate le ottieni più avanti. E’ il bar Mala ’70, gestito da padre e figlio. Al tavolo ci son tre quotidiani, Gazzetta del Sud , Repubblica e Tuttosport. Gli avventori, specie le donna, sanno, parlano ma non affondano. Sono di grande aiuto anche per ricostruire lo stato d’animo di un paese dove sulla bocca di tutti c’è soprattutto la storia dell’assenteismo . Il sindaco Sebastiano Foti ha denunziato i suoi dipendenti che non amano lavorare. Comunque, per le due bambine ci sono due assistenti sociali, una di Furci e l’altra di Santa Teresa di Riva, luogo di residenza di famiglia e dove lavora il padre naturale delle vittime di mani manesche. E la mamma? Chi la conosce per via della frequentazione scolastica dice che è sempre stata una tipa taciturna. Per quanto le sue forme non passassero inosservate “riusciva a far passare inosservato il suo passaggio, la sua vita, il suo esistere. Lei col passo lento e la bambina che corre avanti, da dietro i vetri aspetta Giulia, la più grande all’uscita della scuola. E qualsiasi domanda le si rivolgesse , la madre forzava sorrisi. Difficilmente rispondeva o si interessava. Come se ascoltasse ma la cosa non la riguardasse” .

Un’altra donna e madre. “Nelle tasche spesso prima di andare a recuperare la mia bambina a scuola, infilo qualche dolcetto o qualche giochino. So che l’incontrerò. Mi accovaccio sulle gambe davanti a lei e le offro ciò che fingo di trovare quasi fosse un caso. Lei sorride. Giocherellona e simpatica in quegli occhi grandi e nelle sue guanciotte rosa. Di suo padre non ricordo nulla, i volti che ho davanti chiari sono quelli di sua madre e della sorella. Mi divertivo a pensarli come una famiglia di giganti… tutti… inclusi quelli di cui non ricordo il volto. Eppure lei, la mamma, mi ha sempre trasmesso uno strano senso di inquietudine. Gli occhi freddi e la bocca serrata, tirata sui laterali quasi per forza. Non è una di quelle donne che guardi e pensi quanto possa essere serena o felice o chissà che problemi possa avere… Intuisci che infilata spesso nella sua felpa rossa, senza trucco, le mani di chi il lavoro lo conosce, i capelli lunghi e biondi raccolti sempre in una coda… non debba fare certo una vita comoda.

Ho sentito la sua voce pochissime volte.

In ospedale si trovava nella mia stanza per la nascita della sua prima piccola. E sempre quel viso e quel silenzio tanto da spingere il personale sanitario a chiederle più volte se fosse sorda o straniera.

Non si è mai saputo esattamente quale fosse la sua provenienza ( nata a Oderzo, in provincia di Treviso, ndr) , né come fosse arrivata in questo paese, che legami potesse avere con questa terra.

Ricordo esattamente l’anno scorso la figlia più grande con un occhio nero… sarà stato maggio?, Giulia indossava le maniche corte… Giulia piccolina, bionda, e no… non chiusa… gli occhi di Giulia sono sempre seri e tristi. Non ho resistito… le chiedo: ma cos’è successo alla piccola? Mi risponde: è caduta”..

Sebastiano Foti sindaco
Sebastiano Foti sindaco