Teatro Regina Margherita di CL

Il Teatro Regina Margherita di Caltanissetta tra Eduardo e Pirandello

A rileggere il cartellone del teatro di Caltanissetta, città che tra l’altro ha dato i natali al drammaturgo Pier Maria “Rosso di San Secondo”, ci siamo impelagati in una particolare riflessione: il ruolo del teatro nella nostra società ma anche e, soprattutto, il ruolo di un direttore artistico. Chi verga queste righe è stato l’artefice numero uno, scusate l’immodestia, della nascita e della realizzazione del teatro di Capo d’Orlando, dedicato, al pari dell’Associazione Culturale che reggo da 35 anni, al drammaturgo nisseno, Rosso di San Secondo, appunto. Certamente, quello di direttore artistico non è un compito semplice e mi fa rabbia pensare che sia sufficiente essere indicato dall’amministrazione di turno, per capirne il suo valore e l’importanza di essere “direttore artistico” e non soltanto di essere chiamato tale. I testi, le compagnie, le regie vanno messe tutte sotto le lenti di ingrandimento prima di farsi “consigliare” da chi ha il precipuo interesse di rifilarti quello che più conviene. Ma parliamo del cartellone del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta.

Geppy Glejeses, Mariangela D’Abbraccio e Mignemi sono in cartellone con uno dei capolavori di Eduardo De Filippo: “Filumena Marturano”. Un cartellone importante per l’ultima stagione diretta da Moni Ovadia del teatro di Caltanissetta. Dalla prosa alla danza fino alla musica:  il 28 novembre  la nuova stagione dedicata a Luigi Pirandello inizia dicevamo con “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo con Mariangela D’Abbraccio, che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo, e Geppy Gleijeses, uno degli allievi di Eduardo, nel ruolo di Domenico Suriano.

La nuova stagione ha tutti titoli importanti spettacoli considerati tra i migliori del panorama nazionale, a partire dallo spettacolo d’apertura, quel “Filumena Marturano”  che ha già fatto 300 repliche nei migliori teatri d’Italia. Dodici titolo che vedranno sul palcoscenico alcuni dei migliori interpreti della scena nazionale da “Liolà” (un progetto di Moni Ovadia, Sebastiano Lo Monaco e Mario Incudine) a “Giovanna d’Arco – a’ santuzza”, che debutterà in prima nazionale il 3 dicembre. E poi ancora debutto in prima nazionale anche per l’attore nisseno Rosario Petix, protagonista del monologo “Carte false” del giornalista Salvo Toscano e spazio alla prosa con “La scuola” diretta da Daniele Lucchetti con Silvio Orlando.

Ci sarà Peppe Barra, attore e cantante partenopeo che ha fatto parte della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Poi ancora ci sarà “Libera Nos Domine” il nuovo spettacolo di Enzo Iacchetti, Ottavia Piccolo accompagnata dall’Orchestra Multietnica di Arezzo in “Occident Express”,   il 19 aprile racconterà una moderna odissea del terzo millennio.

Il 2018 si apre sotto il segno del grande attore Vincenzo Pirrotta con “Binnu Blues” spettacolo  tratto da “Il Codice Provenzano” di Salvo Palazzolo e Michele Prestipino che ripercorre i 43 anni di latitanza del boss corleonese morto nel luglio del 2016. E di mafia si parlerà anche il 12 marzo in “I cento pazzi” di Giovanni Guardiano, un gioco di specchi che parte dai documenti video sul maxiprocesso.

“Al termine del mandato triennale affidatomi dal Comune nisseno, mi congedo da questo teatro, dove spero di avere instillato una “voglia di teatro” – conclude Ovadia –  Il teatro è vita, il teatro è cultura, il teatro è verità, il teatro, se è autentico, non è mai un costo. Il teatro non deve essere solo prerogativa delle grandi e centrali città, ma deve raggiungere anche le cosiddette “periferie” che, secondo me, sono il futuro del teatro. Meditate gente, meditate…

Sebastiano Lo Monaco
Sebastiano Lo Monaco
Aldo Rapè
Aldo Rapè
Moni Ovadia
Moni Ovadia