l movimento grillino contesta il contenuto di un video postato su Fb dal giovane candidato che appoggia Musumeci

Il figlio di Genovese vuole fondi UE, messaggio inquietante da blog di Beppe Grillo. Aveva dichiarato qualche settimana fa “scenderemo in Sicilia annunceremo due-tre scandali e vinceremo le elezioni”. Dal suo blog, Beppe Grillo, ci fa sapere che «il candidato che appoggia Musumeci dai famosi natali, Luigi Genovese, dimostra di avere le idee chiare: puntare sui fondi europei. Lo fa pubblicando un video su Facebook in cui sostiene che questi sono “soldi dei contribuenti, quindi nostri”, parla dell’incapacità del Governo regionale nello spenderli, concludendo che si farà “promotore di un ufficio unico che si occuperà solo di Fondi Ue”. A guardarlo sorge subito spontanea una risata, amara, ma un attimo dopo, però, il pensiero si incupisce e sorge un dubbio, per noi più che legittimo: non sarà mica un messaggio lanciato all’enorme bacino elettorale del padre? Sapete come è stato ribattezzato?  “Mister 20 mila preferenze”». Così il M5s Sicilia in un post sul blog di Beppe Grillo dove ripete: «Domani incontreremo il direttore generale dell’Osce, ora più che mai il ricorso a uno stretto controllo della regolarità del voto in Sicilia è una priorità».
Nel post il M5s siciliano sottolinea: Luigi Genovese è figlio di Francantonio Genovese che «ha subito una condanna a 11 anni di carcere per associazione per delinquere, riciclaggio, peculato, frode fiscale e truffa. Con lui sono stati condannati anche il cognato (deputato regionale uscente), la moglie e la cognata. L’accusa ha spiegato come avrebbero sottratto ‘importanti risorse in un settore strategico e vitale come la formazione professionale, con tanti giovani in cerca di lavorò. Fondi che, secondo quanto sostenuto dai pm, arrivavano sì dalla Regione ma anche dal Fondo Sociale Europeo».

Se è vero come è vero che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, a questo punto tutto si potrà dire tranne che con la candidatura del figlio, Francantonio Genovese non sia andato a cercarsela. Dispiace soltanto che a pagare sia l’incolpevole giovane Luigi.

Beppe Grillo
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