DEPURATORI: In Sicilia finisce in mare uno scarico su due

DEPURATORI
In Sicilia finisce in mare uno scarico su due

Come l’assassino che ritorna sul luogo del proprio delitto così facciamo noi riparlando di depuratori. Come ricorderete ci eravamo occupati di questo delicatissimo problema, qualche giorno fa. E sì, in Sicilia, finisce in mare uno scarico su due e L’Unione Europea si è vista costretta ad avviare le procedure di infrazione da 185 milioni.

Le acque reflue dei centri abitati siciliani, quelle che passano per i sistemi fognari di città e piccoli agglomerati urbani, nella metà dei casi non vengono depurate. Qual è la principale conseguenza? La fotografia delle coste siciliane fatta da Legambiente, lo spiega chiaramente: su 26 campionamenti eseguiti nelle spiagge di tutta l’Isola, 17 hanno dato risultati poco confortanti. Il mare di Sicilia è “fortemente inquinato” una novità? Niente affatto.

Il sistema di depurazione dell’Isola è vecchio e inadeguato. I depuratori sono in grado di far fronte soltanto al 54 per cento del carico inquinante presente nelle acque reflue dell’Isola. Un dato che mette la Sicilia all’ultimo posto nella classifica sullo stato di salute dei sistemi di depurazione, e per il quale l’Italia è finita nel mirino di diverse procedure di infrazione dell’Unione europee: 452 per l’esattezza. A questa situazione si è tentato di far fronte nel 2012, quando il Cipe – Comitato interministeriale per la programmazione economica – ha finanziato 183 interventi per la depurazione in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia per un totale di 1,6 miliardi.

Per la Sicilia c’erano a disposizione oltre 65 milioni, cifra che aumentava esponenzialmente considerando anche il finanziamento previsto dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Nel frattempo , però, sono passati quattro anni senza che questi fondi fossero usati. Oggi i tempi si fanno sempre più stretti: nel gennaio del 2016, infatti, è scaduto il termine per uscire dalla procedura di infrazione europea emessa quattro anni fa, e a ad over pagare il conto saranno le regioni e gli enti locali. Secondo i calcoli della struttura governativa contro il dissesto idrogeologico, alla Sicilia toccherebbe un salasso pari a circa 185 milioni di euro.