Io sto con Figuccia: senza se e senza ma e non capisco il silenzio di Musumeci e l’intervento di Pippo Naro.

Sulla polemica prenatalizia, nella quale il presidente dell’ARS Gianfranco Miccichè ha dato il meglio di sé quando ha detto che avrebbe aumentato gli stipendi cosiddetti d’oro ai funzionari regionali, colpisce il silenzio di quel galantuomo che risponde al nome di Nello Musumeci. Non una parola, soltanto un assordate silenzio che conoscendo la stoffa del nostro presidente, la cosa mi stranizza e, se permettete, mi inquieta anche. Dovere istituzionale? Ho i miei dubbi che di questo si tratti. Forse, dovere politico ma Musumeci è un politico di alto ed altro livello. E allora?

Per non perdere di vista Vincenzo Figuccia, assessore regionale ai Rifiuti della Sicilia, non solo non fa passi indietro, ma insiste, nell’attacco al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè sui tetti degli stipendi dei dipendenti di Palazzo dei Normanni.

“E perché mai dovrei fare un passo indietro? – ribadisce Figuccia in una intervista all’Adnkronos – Bisogna andare avanti difendendo con coraggio le proprie idee. Io sono un uomo libero e voglio continuare a esserlo”. E aggiunge: “Mi interrogo, invece, sulla opportunità di uomini che dovrebbero avere un importante ruolo istituzionale e che avrebbero dovuto avere altri esordi. Tanto per essere chiari, mi riferisco a Gianfranco Miccichè”. Un attacco tutto interno alla maggioranza che non viene vista bene neppure dagli stessi big della coalizione di centrodestra, a partire dal commissario regionale Udc Giuseppe Naro, che ha preso le distanze da Figuccia parlando di “dichiarazioni inopportune”. Quelle di Figuccia dichiarazioni inopportune e quelle di Miccichè?

“Eppure – dice Vincenzo Figuccia con un sorriso – ho ricevuto tantissime telefonate, soprattutto da esponenti del centrodestra, da amministratori locali e sindaci, che hanno detto che ho fatto bene. Magari preferiscono non dirlo pubblicamente… Ma si riconoscono in un centrodestra vicino alla gente”. Mi sarei aspettato che venissero affrontate soprattutto le condizioni di marginalità sociale in cui vive tanta gente, non l’aumento di stipendi di chi già guadagna tanti soldi”. E aggiunge: “Da uomo cattolico impegnato in politica, non posso che schierarmi dalla parte di chi soffre”. Ieri come oggi Figuccia è convinto che “questa maggioranza ha sbagliato a votare Miccichè”.

Alla domanda se questa uscita sia dovuta ai rapporti non idilliaci tra i due uomini politici, Vincenzo Figuccia risponde: “Io non ho mai avuto condizioni preconcette nei confronti di alcuno, né quantomeno pregiudizi nei confronti del presidente Gianfranco Miccichè, ma oggettivamente l’uscita che ha fatto sui tetti degli stipendi all’Ars si commenta da sola”.

“Al di là dei miei rapporti personali – spiega ancora Vincenzo Figuccia -oggi va valutato non solo ciò che si dice ma le scelte che si fanno. E questo governo è stato scelto perché c’è tanta aspettativa. Una speranza che non va delusa, non credo che i cittadini abbiano accolto positivamente le cose dette da Miccichè in un periodo come questo, anzi, ribadisco che molti la pensano come me”.

Non vuole neppure replicare alle parole, dure, del commissario Udc, Giuseppe Naro. “Qualunque uomo politico di ispirazione cristiana – dice Figuccia – dovrebbe avere come priorità i temi della vicinanza alla gente che soffre e questi sono i miei temi”. Non si aspetta, invece, un intervento del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “E’ una persona che stimo – taglia corto – credo che sia impegnato con il suo profilo di grande istituzionalità ad affrontare una serie di priorità che sono nella sua agenda politica ed è giusto che rimanga fuori”. “Piuttosto, mi aspetto che l’Ufficio di Presidenza si pronunci presto e lo faccia nella direzione di giustizia sociale che i cittadini si aspettano”.

Gianfranco Miccichè
Gianfranco Miccichè