Messina calcio

Le gravissime denunzie dell’ex dg del Messina Giovanni Carabellò

L’ex dg dell’Acr Messina Giovanni Carabellò segnala varie criticità negli stadi peloritani

Da un articolo corredato da servizio fotografico apparso su un noto sito sportivo edito in città si apprende che nella giornata della domenica che precedeva la trasferta di Acireale ( poi effettuata di mercoledì per la concomitanza con il Carnevale ,ndr) un numeroso pubblico è ‘ stato ospitato sulle sicuramente inagibili ed impraticabili tribune del vetusto stadio Giovanni. Celeste. Si tratta di una gravissima infrazione alle leggi ed ai regolamenti di settore che ha messo a repentaglio l’incolumità di diversi concittadini assumendo, a mio parere, un significato di aperta sfida alle Autorità preposte.. Sono atteggiamenti da stigmatizzare con forza controllando magari anche le condizioni in cui si gioca al Franco Scoglio ricontrollando l’impianto di emissioni sonore e riverificando lo stato delle vetrate di separazione alla luce della stringente normativa oggi in vigore. Con le condizioni di sicurezza , non si può non si deve scherzare allo stesso modo con le condizioni igieniche sanitarie e con la dignità dei lavoratori.

A Roma per un albergo di cui un avventore aveva descritto pubblicamente alcune criticità sono immediatamente scattati controlli amministrativi e dei NAS mentre al S. Filippo si esercita attività ricettiva fuori da ogni controllo e si somministrano pasti senza alcuna attività di controllo su un settore sottoposto a severe norme. Oggi comunque abbiamo avuto notizia di un ennesimo primato negativo della società. Iscritta in serie D a seguito di un piano industriale con un volume di spesa che nel primo anno avrebbe dovuto assestarsi intorno al milione e trecentomila euro. Questo Messina, infatti, risulta essere la prima società italiana ad essere condannata per lite temeraria per fatti strettamente connessi all’attività agonistica . Questa l’impietosa fotografia del can can, soprattutto del sedicente vicepresidente , andato in scena nel dopo partita di Gela dove l’arbitro ha certificato che quel poco di anomalo accaduto si doveva alle provocazioni di soggetti appartenenti alla squadra ospite. Un ignominioso marchio di anti sportività di cui non si avvertiva alcuna necessità . È comunque quanto sono lontani i tempi dove ci venivano revocate squalifiche di campo anche a seguito di calci affibbiati all’arbitro o si evitavano squalifiche pesanti per problematiche legate al doping ( il riferimento è a Mario Zanchi in A,ndr)


Il calcio è qualcosa di estremamente serio dove la credibilità gioca un ruolo primario. Sarà anche costoso ma leggi e regolamenti (al di là di cene di pesce o altre riunioni conviviali con i giornalisti) non possono essere aggirati con supponenza e faciloneria, senza dimenticare che anche gli impegni, scritti e non , devono essere mantenuti per rispettare una Città di grande tradizioni che, per riemergere, ha bisogno di qualcosa di solido anche in ambito sportivo.