Pettineo (Messina) Le 12 palazzine fatiscenti dell’Istituto Autonomo Case Popolari.

 

Ritenevamo che,  uno dei primissimi provvedimenti amministrativi che avrebbe dovuto prendere dal suo insediamento il presidente della Regione Musumeci, sarebbe stato lo scioglimento di uno dei tanti carrozzoni mangiasoldi della Regione: cioè l’IACP di Messina. Invece siamo ancora qui dai tempi della vecchia Democrazia Cristiana a parlare ancora male di questo inutile oltre che dannoso ente. La situazione disastrosa in cui versano le facciate delle palazzine di via Credenza, di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari, nel comune di Pettineo, la dice lunga sulla capacità di interventi e programmazione delle Case Popolari di Messina.

Le strutture, oggi si presentano inadeguate alla vivibilità, trascurate e pericolose: l’umidità ha corroso le mura e lo stato di degrado si presenta in tutta la sua pericolosità. Ferri delle armature completamente erosi dalla ruggine ed in molti punti non più esistenti. Travi, frontalini, sotto balconi e pilastri versano in uno stato di fatiscenza impressionante e, a peggiorare il tutto, la presenza di pilastri le cui staffe di armatura risultavano fortemente indebolite dalla ruggine. .

Ma chi dovrebbe intervenire sugli edifici? Il sindaco di Pettineo, Domenico Ruffino, lo scorso ottobre scrive all’IACP di Messina richiedendo un sopralluogo urgente nel complesso in questione sollecitando un sopralluogo urgente da concordare con i tecnici comunali al fine di intervenire, tempestivamente, con un azione mirata al rifacimento del prospetto esterno, per scongiurare ogni situazione di pericolo. Il dirigente del settore tecnico dell’Istituto Autonomo Case Popolari, dopo circa 3 mesi, risponde al sindaco pettinese affermando di aver interessato l’Assessorato Regionale alle Infrastrutture, richiedendo un finanziamento per intervenire sulle due palazzine di via Credenza che lo stesso Assessorato avrebbe “negato” rispondendo che la disponibilità, sul bilancio Regionale, ammonta solo a 112 mila euro. Importo insufficiente per l’intervento richiesto per il quale di euro ne occorrerebbero 180 mila. Oltretutto, fa sapere l’Assessorato alle Infrastrutture, le 112 mila euro dovrebbero servire per soddisfare tutte le richieste di lavori urgenti di manutenzione straordinaria degli edifici nell’intera Isola.
“Vista la situazione delle palazzine – si legge nella medesima nota a firma del dirigente del settore tecnico dell’IACP di Messina – si ritiene necessario intervenire con urgenza per procedere al risanamento delle strutture in cemento armato, ripristino degli intonaci dei prospetti ed eliminare le infiltrazioni che si verificano dai prospetti e dalla copertura, non risolvibili con interventi tampone…a tutela dell’incolumità pubblica e privata per la presenza di cornicioni, parapetti, gronde e tratti di prospetto che si presentano ammalorati e fessurati e minacciano di crollare su spazi pubblici….”

Tenuto conto che l’Istituto Autonomo Case Popolari non può eseguire i lavori straordinari sugli alloggi, il Dirigente dell’Ente conclude la sua missiva suggerendo al sindaco di Pettineo di adottare i provvedimenti che riterrà opportuni e necessari a tutela della pubblica e privata incolumità.

A questo punto al sindaco Ruffino non rimane null’altro da fare che trovare una sistemazione agli abitanti dei 12 alloggi, valutando anche la possibilità di ospitarne qualcuno a casa propria. Oppure chiedere un autorevole ed immediato intervento al Prefetto di Messina e all’Assessorato Regionale alle Infrastrutture, proprietario degli alloggi popolari. Il primo cittadino Domenico Ruffino prende carta e penna e scrive: … qualora il sottoscritto si trovasse costretto a porre in essere quanto proposto dal funzionario dell’Istituto Autonomo Case Popolari, le implicazioni di ordine politico-sociali che ne deriverebbero sicuramente impatterebbero anche sulle Istituzioni in indirizzo. Ma tutto ciò, a distanza di oltre un mese, non sortisce alcun effetto sulle Istituzioni, perché colpiti da improvvisa e grave afasia.