Ricostruzione cuore antico Aleppo, ponte con Palermo

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Archeologia: al via Palermo-Aleppo, un progetto per la pace Aleppo dopo la devastazione

In Siria, nonostante la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu per il cessate il fuoco, continua la strage di civili, ultime le centinaia di vittime fra cui molti bambini nella regione Ghouta, alle porte di Damasco. A essere devastato, negli anni è stato anche il patrimonio storico monumentale del Paese, come le oltre 500 botteghe del suq coperto di Aleppo, col dedalo di stradine risalente al 1300 distrutto il 24 aprile 2013 insieme alla moschea del XIII secolo.

Ora il cuore della città antica potrà rivivere grazie a un’equipe di ingegneri ed esperti italiani che ad Aleppo lavora insieme a operai locali per restaurare i monumenti patrimonio mondiale Unesco dal 1986. È l’iniziativa “Palermo – Aleppo un ponte per la pace”, che è stato presentato il 2 marzo a palazzo delle Aquile, a Palermo.

Un progetto di ricostruzione che punta a lanciare un messaggio di riconciliazione in occasione di Palermo capitale italiana della cultura. Il progetto, interamente finanziato da “Aga Khan Trust for Culture”, agenzia nata per far rinascere i Paesi in via di sviluppo, è stato presentato da Radwan Khawatmi, insieme al sindaco Leoluca Orlando e all’assessore alla Cultura Andrea Cusumano. A suggellare questo “gemellaggio di pace”  un antico Corano in foglia d’oro, parte della collezione personale di Radwan Khawatmi, prestato alla città di Palermo per dialogare virtualmente con la cappella di Santa Rosalia, patrona della città, situata a poca distanza..

I lavori per il recupero – nel cui progetto è stata coinvolta l’Università di Aleppo – dureranno fino a settembre, mentre procedono i piani di restauro del minareto, con l’obiettivo di coniugare la costruzione originale con i moderni requisiti antisismici.

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