raccolta rifiuti

Ennesimo scandalo dei rifiuti in Sicilia: 3 arresti per l’appalto di 350 milioni di euro a Catania

 

 C’è l’affidamento di un appalto per la raccolta dei rifiuti dell’importo di 350 milioni di euro, suddivisi in tre anni, dietro l’inchiesta della magistratura sfociata in un’operazione scattata all’alba tra Catania, Roma e Milano. Diverse le misure cautelari che la Dia di Catania ha notificato a funzionari pubblici con ruoli di vertice al Comune di Catania e a imprenditori impegnati nel settore dell’ambiente. Sono ritenuti tutti responsabili a vario titolo di corruzione e peculato.

Sono in tutto sei le persone coinvolte nell’inchiesta “Garbage affair” della Direzione distrettuale antimafia: si tratta di quattro tra funzionari e dirigenti del settore Ecologia del Comune di Catania e due imprenditori romani vicini alla Ecocar, l’azienda che per conto del Comune ha gestito in regime di “prorogatio” la raccolta dei rifiuti. Al vaglio degli investigatori ci sarebbe una settima persona che in mattinata verrà sentita, e la cui posizione è legata all’esito dell’interrogatorio.

Due i provvedimenti di custodia cautelare in carcere; uno agli arresti domiciliari; due interdizioni, per 12 mesi, dall’esercizio di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese; e due sospensione, per un anno, dal pubblico ufficio.

In carcere Antonio Deodati, 56 anni, imprenditore romano, comproprietario della Ipi srl, affidataria in Rti con Oikos, dal 19 febbraio 2011 al 15 maggio 2017 del servizio di igiene pubblica del Comune di Catania;
In cella anche Orazio Stefano Fazio, 64 anni, dirigente del Comune di Catania, responsabile dei procedimenti incardinati nell’unità Servizi esternalizzati della Direzione ecologia e ambiente del Comune di Catania; direttore Esecuzione del Contratto per i servizi di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e altri servizi di igiene pubblica del Comune di Catania, cui vengono contestati i reati di turbata libertà degli incanti e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
 

Arresti domiciliari per Antonio Natoli, 46 anni, già dipendente della Ipi srl, società affidataria, dipendente del Consorzio Seneco, cui vengono contestati i reati di corruzione per  atti contrari ai doveri d’ufficio. Interdizione, per 12 mesi, dall’esercizio di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per Francesco Deodati, amministratore unico della Eco.Car. srl, cugino di Antonio, cui viene contestato il reato di turbata libertà degli incanti; Massimo Rosso, 54 anni, direttore della Direzione Ragioneria generale – Provveditorato ed Economato del Comune di Catania dal 20 luglio 2016; presidente del consiglio di amministrazione della Srr, la Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti di Catania area metropolitana;

Leonardo Musumeci, 34 anni, direttore della Direzione Ecologia ed Ambiente del Comune di Catania; Responsabile unico del procedimento per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, cui viene contestato il reato di turbata libertà degli incanti.


Durante il blitz, in casa di uno degli indagati è stata trovata una somma di denaro contante superiore ai ventimila euro, finita sotto sequestro. Diverse le perquisizioni. Al centro dell’inchiesta c’è l’appalto da 346 milioni di euro bandito dal Comune di Catania per il servizio della nettezza urbana, la cui gara per tre volte è andata deserta, così che il Comune ha prorogato il servizio, il cui costo si aggira attorno ai 100mila euro al giorno.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dal procuratore capo Carmelo Zuccaro e dal capocentro della Dia di Catania, Renato Panvino. Intanto l’ex governatore Rosario Crocetta commenta a caldo l’operazione. “Voglio esprimere un sincero ringraziamento, da siciliano libero, al procuratore Zuccaro

– dice – per la grande azione di risanamento della vita pubblica che sta portando a favore di Catania e dell’intera Sicilia. Che gli appalti dei rifiuti, a Catania, fossero il centro di una serie di affari illeciti, ad onor del vero, per lunghi anni è stato per me oggetto di tanti sospetti. In particolare, mi colpiva in passato la gestione della raccolta ed il conferimento in discarica effettuati dagli stessi soggetti. Una modalità di gestione vietata dalla legge”.