Giuseppe Arnone

GIUSEPPE ARNONE, IL “DIFENSORE DELLA LEGALITA’” AI DOMICILIARI

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Dopo quattro notti passate nel carcere Petrusa, l’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone torna a casa. Il giudice per le indagini preliminari, Francesco Provenzano, dopo l’interrogatorio di convalida di ieri mattina, oggi ha concesso gli arresti domiciliari con divieto assoluto di comunicare con l’esterno. La misura cautelare è stata chiesta dall’accusa rappresentata dai sostituti procuratori Carlo Cinque e Alessandro Macaluso.

Giuseppe Arnone è stato arrestato sabato mattina, in flagranza di reato, per l‘ipotesi di estorsione nei confronti della collega Francesca Picone. Secondo l’accusa, ha incassato due assegni per un importo complessivo di 14 mila euro. Ieri mattina, assistito dai legali difensori, Arnaldo Faro e Carmelita Danile, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano, nella sala del carcere di Agrigento. Un interrogatorio durato oltre 4 ore in cui Arnone ha risposto alle domande del giudice ed ha cercato di fare chiarezza sulla sua posizione.

Gli avvocati difensori di Faro e Danile hanno depositato agli atti dell’inchiesta una memoria difensiva. Si tratta di 11 pagine che raccolgono quella delle mail pec in cui avrebbero comunicato tra di loro. Gli  avvocati di Arnone scrivono: “La minaccia estorsiva individuata nella pressione mediatica esercitata o esercitabile dall’avvocato Arnone è smentita dalla corrispondenza per pec intercorsa tra le parti. E poi, nell’ atto di accordo firmato da Arnone e Picone”.

Ma la Procura lo ha definito un “documento artatamente predisposto da Arnone che avrebbe agito senza mandato della parte rappresentata”.