18/09/2002 CSM, MEMBRI TOGATI NELLA FOTO: FRANCESCO LO VOI FOTO

TRAPANI – Il boss nella cella frigorifera

 

Poliziotti della Mobile e agenti della Dia l’avevano chiamata “Operazione freezer” perché è in una cella frigorifera che i mafiosi di Alcamo si davano appuntamento per sfuggire alle microspie. Arrestati un anno fa, ora sono stati condannati in abbreviato dal Gup del Tribunale di Palermo. A cominciare da Ignazio Melodia, u dutturi, ex medico dell’ufficio d’igiene della cittadina trapanese, condannato a sei anni e quattro mesi in continuazione con una precedente sentenza. Gli altri condannati sono: Antonino Stella (6 anni), Filippo Croce Cracchiolo (4 anni e 8 mesi), Giuseppe Di Giovanni (4 anni e 8 mesi). Salvatore Giacalone è stato assolto.
Melodia, capomandamento di Alcamo, centro agricolo del trapanese, in carcere c’era già stato dal 2002 al 2012. Una volta libero aveva ripreso in mano le redini del clan. Perché i Melodia nel paese in provincia di Trapani hanno sempre comandato grazie all’investitura dall’alto. Nella cerimonia della punciuta, u dutturi, così raccontano i collaboratori di giustizia, ebbe per padrino Matteo Messina Denaro. Un battesimo importante!
Il blitz, coordinato dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dai sostituti Carlo Marzella, Gianluca De Leo e Maurizio Agnello, fece emergere, ancora una volta, la mafia dei soliti noti. Mafiosi sono il padre di Ignazio, Cola, lo zio Diego e il fratello Antonino.
Credevano che la cella frigorifera nei locali di via Ugo Foscolo fosse al riparo dalle attenzioni investigative. Si sbagliavano. Altre volte si riunivano in un’impresa funebre o in un bar del centro. Il 4 luglio 2014 le microspie registrarono l’ordine impartito da Melodia all’imprenditore agricolo Stella. Bisognava imporre il pizzo del 2 per cento all’impresa che si era aggiudicata l’appalto da 150 mila euro per la messa in sicurezza della strada provinciale che collega Alcamo e Alcamo Marina.
L’estorsione doveva essere compiuta con la mediazione di Vito Gondola, capomafia di Mazara del Vallo, uno degli ultimi pizzinari di Messina Denaro. Stella e Melodia si davano appuntamento nel negozio di frutta e verdura. Non si salutavano neppure per paura delle microspie. E poi entravano nel freezer dove furono intercettate le eloquenti parole di Melodia: “Antonio ti ho mandato a chiamare picchi prima di farici danno a sti sucaminchia vogghiu viriri a cu appartennu e se si calano la testa… hanno a purtare trimila euro… l’hanno a finire di veniri a scassari a minchia na provincia di Trapani senza dire nenti”.