Siracusa

Viola gli obblighi e torna a combattere

Non rispetta l’obbligo di firma e torna a combattere in Siria contro le forze turche. Paolo Andolina, detto Azadi, ventisettenne di Pachino, nel Siracusano, è andato in Rojava, per lottare al fianco dell’Ypg, la milizia curda della popolazione del nord della Siria. Il ragazzo, trasferito da anni a Torino, dal 9 febbraio doveva rispettare l’obbligo di firma e il divieto di domicilio nel capoluogo piemontese perché accusato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violazione delle disposizioni sul controllo delle armi, lesioni gravi pluriaggravate e lancio di oggetti contundenti ai pubblici ufficiali in servizio. I fatti contestati risalgono alla notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio 2018, quando una settantina di persone lanciarono fuochi d’artificio contro il carcere Lorusso e Cutugno di Torino.
Ad annunciare la partenza è stato lo stesso Andolina su Facebook: “Dopo giorni di viaggio, insieme a un’ altro compagno italiano, sono arrivato in Rojava. Era da molti mesi che avevo deciso di ritornare in Siria. Non volevo rimandare il viaggio solo per l’applicazione delle misure cautelari. Consapevole delle conseguenze legali future, adesso mi riprendo il mio presente. La vita è amore, la lotta è vita”.