Giulia Adamo

La suocera di Franza, Giulia Adamo, neo pensionata ARS

C’è anche Giulia Adamo, ex sindaco di Marsala ed ex deputata regionale, suocera dell’imprenditore Pietro Franza, tra i nuovi pensionati dell’Ars. Adamo non è l’unica ad entrare nella lista dei vitalizi erogati dall’Assemblea regionale siciliana. Perchè il parlamento siciliano dovrà pagare 16 nuove pensioni ogni mese, per una spesa di circa un milione di euro in più rispetto alla scorsa legislatura. Un’altra bella beffa per le casse del parlamento siciliano, e di conseguenza per i contribuenti.

Si passa infatti da 308 ex deputati regionali beneficiari a 324. La spesa per le pensioni aumenta da 17 milioni 473 mila euro, a 18 milioni 335 mila euro l’anno. Cifre che non vanno per nulla incontro allo stop ai privilegi che venne dichiarato per legge 5 anni fa con l’abolizione dei vitalizi per gli ex parlamentari. Vitalizi aboliti, ma non in maniera retroattiva. Resta infatti per chi è stato parlamentare fino al 2013 o chi ha raggiunto dopo l’età pensionabile. Questi percepiscono il vitalizi con il vecchio sistema quello diretto, oppure con il misto, cioè la quota da percepire dopo quell’anno viene calcolata con il metodo contributivo.

Dopo l’abolizione dei vitalizi vecchia maniera è entrato in vigore il sistema contributivo, e la più popolare pensione commisurata ai contributi versati. Il nuovo regolamento delle pensioni prevede, infatti, a carico del deputato una trattenuta mensile pari all’8,80% dell’indennità lorda. Le pensioni calcolate con il nuovo sistema (sia dirette che di reversibilità) nonché gli assegni vitalizi tuttora erogati (anch’essi diretti o di reversibilità) in forza della vecchia disciplina sono erogati per 12 mensilità.

Palazzo dei Normanni, sede dell'ARS, Palermo
Palazzo dei Normanni, sede dell’ARS, Palermo

Per ottenere la pensione bisogna aver fatto almeno 5 anni all’Ars, un’età minima di 65 anni per conseguire l’assegno vitalizio o pensione, anche per i deputati cessati dal mandato prima dell’entrata in vigore dell’attuale Regolamento delle pensioni, oppure 60 anni per chi ha svolto il mandato per almeno 10 anni. Ci sono poi nuove cause di incumulabilità della pensione. Se il deputato regionale viene rieletto al’Ars allora, ovviamente, niente pensione. Sospesa finchè non termina la carica. Oppure se si è eletti al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale o ricopra determinate cariche pubbliche. La pensione viene sospesa nel caso di condanne in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione che comportino l’interdizione dai pubblici uffici.

I risultati di queste modifiche si vedranno nel corso degli anni. Quando non saranno più in vita i privilegiati dei vitalizi, o i parenti degli ex parlamentari che percepiscono il vitalizio di reversibilità. Allora piano piano diminuiranno le spese. Nel frattempo i numeri sono grossi. Sono 158 gli ex deputati che percepiscono il vitalizio diretto, per una spesa mensile per l’Ars di 761 mila euro. Tra questi c’è ad esempio il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi.
Poi ci sono i vitalizi di reversibilità versati mensilmente agli eredi di ex deputati regionali, figli e vedove, alcuni di questi seduti all’Ars nella prima legislatura. 129 vitalizi che costano ogni mese 588 mila euro.
Le pensioni dirette con il sistema “pro-rata”, il misto per intenderci, sono 30 e costano mensilmente 165 mila euro. Tra queste c’è quella all’ex sindaco di Marsala, Giulia Adamo. Anche per il sistema misto ci sono le pensioni di reversibilità: sono 3 e costano 9.700 euro al mese in totale. Le pensioni erogate col sistema contributivo sono 4 e costano all’Ars 2.800 euro al mese.

Tra i pensionati dell’Ars c’è anche l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta. Per lui una pensione modesta, soltanto 500 euro, maturata solo in base ai contributi versati. Non sono trattati come lui altri ex parlamentari regionali, che arrivano a percepire mensilmente cifre esagerate. Come gli oltre 10 mila euro per l’ex presidente Mario D’Acquisto.

In mezzo, ci sono i vitalizi e le pensioni erogate mensilmente a quegli ex parlamentari che hanno avuto qualche guaio con la giustizia. Sono 11 infatti gli ex deputati condannati, a vario titolo e in vari gradi, che percepiscono la pensione. Qualche esempio. Nino Strano, condannato in via definitiva per abuso d’ufficio. O un’altro ex presidente, Raffaele Lombardo, che è stato dichiarato colpevole, in Appello, a 2 anni per voto di scambio.

E poi i sono quei deputati regionali che sono stati dichiarati dalla Corte dei conti responsabili di danno erariale. Tra questi c’è sempre Giulia Adamo, coinvolta nel caso delle cosiddette spese pazze all’Ars, e che deve restituire 65 mila euro.