Corte dei Conti

Capo d’Orlando – Debiti fuori bilancio: ritorniamo sul luogo del delitto altrui

Dopo il battage pubblicitario inevitabilmente scaturito da quella famosa, o se più vi aggrada famigerata conferenza stampa orchestrata dal direttore che risonde al nome di Franco ingrillì, durante la quale abbiamo avuto contezza della situazione economica – finanziaria dell’Ente paladino, sembra calato un inquietante silenzio. Come se, dopo la tempesta non odo augelli far festa ma, invece, fosse partita la consegna “da ora in avanti acqua in bocca”! Mettiamo tutto a tacere.

E dal momento che chi verga queste righe non ha ricevuto nè può ricevere una consegna del genere, abbiamo pensato di ritornare sull’argomento per tentare di capire anche cosa c’è dietro questo silenzio, di cosa i protagonisti della vicenda che comincia ad assumere aspetti kafkaniani sono evidentemente preoccupati.

Certamente, una preoccupazione l’ha creata la Corte dei Conti nel momento in cui stigmatizza in merito agli equilibri di bilancio e flussi di cassa e scrive che,  “il sistematico e crescente ricorso all’anticipazione di tesoreria in continuità con gli esercizi precedenti, indicativo di una rilevante crisi di cassa: l’importo complessivamente concesso per il 2015, ammonta ad euro 7. 695. 054,28, di cui una quota pari ad euro  5. 739. 759, 04 rimasta inestinta a fine esercizio (con un incremento rispetto all’esercizio precedente il cui valore ammontava ad euro 1. 572. 077, 93), mentre per il 2016 il ricorso ad anticipazioni di tesoreria non restituite a fine esercizio risulta pari ad 7. 115. 147, 47, in aumento considerevole rispetto all’esercizio 2015”.

Voi dite che questo potrebbe essere il motivo dell’afasia collettiva? Non mi sembra. Nè può preoccupare più di tanto quando la Corte dei Conti ammonisce che sono state riscontrate “diverse criticità del bilancio del comune di Capo d’Orlando”. Forse, che le dimissioni dell’ex assessore al bilancio ed ex consigliere Perrone ha gettato nello scorforto più nero i consiglieri della Lista Orlandina dotati di grande sensibilità e non li fa dormire in santa pace?

No, francamente, non mi sembra neanche questo un buon motivo per affliggerli da afasia acuta anche se, ancora, le motivazioni vere non quelle che appaiono, delle dimissioni del buon Perrone non li abbiamo capiti appieno. O forse, le motivazioni li abbiamo capiti e il nostro inconscio si rifiuta di accettarli perchè troppo seri e troppo gravi?

Franco Ingrillì
Franco Ingrillì