PACECO (TRAPANI) – Banca sotto amministrazione giudiziaria: è la prima volta in Italia

 Non era mai successo prima in Italia che una banca venisse sottoposta ad un provvedimento del genere: E’ accaduto a Paceco in provincia di Trapani e la banca è il credito cooperativo di Paceco. La banca di credito cooperativo di Paceco (Trapani) “Senatore Pietro Grammatico”, con le sue cinque filiali, è da oggi infatti sotto amministrazione giudiziaria.

 E’ la prima volta in Italia che una banca viene sottoposta a un provvedimento del genere. L’operazione, tuttora in corso, è stata eseguita dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo, su disposizione della sezione di Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani su richiesta della Dda di Palermo. Presenti alla conferenza stampa del procuratore Francesco Li Voi e dell’aggiunto Dino Petralia anche il colonnello Francesco Mazzotta, comandante della Polizia tributaria della Gdf e il generale Giancarlo Trotta, comandante provinciale delle Fiamme gialle a Palermo.

L’amministrazione giudiziaria riguarda le cinque filiali dell’istituto di credito: una a Paceco, una a Marsala, una a Dattilo e una Napoli e una a Trapani. Tra le operazioni della banca emerge il prelievo di una somma di 100 mila euro da parte della moglie di Francesco Milazzo, fratello di Cristoforo, oggi collaboratore di giustizia.

“La Banca di credito cooperativo di Paceco ‘Senatore Pietro Grammatiò è stata gestita e amministrata negli ultimi anni, e addirittura dalla sua creazione, da soggetti in contatto con ambienti legati alla criminalità organizzata o da soggetti ritenuti vicini alla mafia – dice ancora Lo Voi – Ci sono stati alcuni personaggi che, di fatto, controllavano e indirizzavano le scelte operative della banca”.Non solo. Sono state ignorate anche le ispezioni eseguite dalla Banca d’Italia, come spiega ancora il Procuratore capo. Una ispezione è stata fatta nel 2010 e l’altra nel 2013.

“Le raccomandazioni che la stessa Banca d’Italia aveva indirizzato alla banca di Paceco – dice Lo Voi – sono state ignorate se non attraverso un rispetto o un adeguamento formale e parziale, insomma sono stati ripetutamente trascurati gli obblighi previsti dalla normativa anti riciclaggio”. “Sono emersi anche dei collegamenti con la massoneria – dice il Procuratore aggiunto Dino Petralia – non sappiamo se ci sono collegamenti anche con la massoneria non ufficiale. E’ la prima volta che una banca finisce sotto amministrazione giudiziaria”. “Questo provvedimento si basa sull’utilizzo di strumenti informatici nuovi – dice il colonnello Mazzotta – e hanno portato a questi risultati”.