Ospedale Civico di Palermo

PALERMO – Risse, danni, aggressioni al personale. Vivere in ospedale è un inferno

 

Veduta generale Partinico (PA)
Veduta generale Partinico (PA)_______________________________________________

Sono in prima linea, ma troppo spesso bersaglio dei pazienti o peggio dei loro familiari. L’ennesimo episodio di violenza all’interno di un ospedale semina nuovamente la paura tra i medici e gli infermieri dei pronto soccorso di Palermo e provincia. Si sentono ormai da tempo in pericolo e l’escalation di aggressioni trasforma man mano l’allarme in vera e propria emergenza.

Dopo il pestaggio del 49enne nell’area del triage del Civico di Partinico, il responsabile dell’aggressione è stato ristretto ai domiciliari, gli addetti ai lavori e i sindacati di categoria chiedono sempre con più forza provvedimenti immediati, in grado di far diminuire i rischi e i danni nelle aree di soccorso. Tra questi i posti di vigilanza fissa, ritenuti sempre più carenti, così come il personale in servizio. “La nostra organizzazione sindacale – ha detto Calogero Coniglio, coordinatore nazionale Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti e coordinatore regionale Usae Sicilia, Unione Sindacati Autonomi Europei – lotta su questo fronte ormai da otto anni.

Ha esposto il fenomeno dell’aumento delle aggressioni ospedaliere e la carenza di personale nelle denunce presentate alle nove procure siciliane, alle prefetture, ai sindaci, ha presentato due interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato ai Ministri Lorenzin e Alfano, e in audizione in VI commissione regionale Sanità all’Ars. Continueremo a chiedere a tutti gli enti di competenza che si adottino delle misure forti”.

Misure considerate necessarie per far fronte ad episodi che in pochi minuti sono in grado di scatenare l’inferno. Basti pensare che negli ultimi tempi a Palermo e provincia si sono verificati almeno dieci casi di risse e aggressioni ai danni di sanitari. La maggior parte delle volte sono pazienti che non accettano le lunghe attese e che pretendono di scavalcare il turno ad accendere la miccia col personale sanitario.

Il  21 settembre scorso è invece scoppiato il caos quando un cinquantenne è giunto in ospedale senza vita: i parenti in preda alla disperazione si sono scagliati contro i medici. Una porta è stata danneggiata, le transenne vicino ad una porta scorrevole del triage sono state divelte. Urla e rabbia hanno preso il sopravvento. Ed è nuovamente stato necessario l’intervento della polizia.

Al Policlinico si sono registrati due episodi nel giro di due mesi: in uno dei casi, nel corso di un parapiglia, è stato picchiato il carabiniere del posto fisso, intervenuto per sedare una lite. Si è scatenata una rissa in cui è rimasta ferita anche una donna, la stessa che aveva già sferrato dei colpi al militare e a coloro che hanno tentato di bloccarla cercando di farla calmare. A Villa Sofia uno degli episodi più gravi, con gravissimi danni al triage e persone rimaste ferite. Risale allo scorso anno, quando si verificò un vero e proprio assalto al pronto soccorso, dove un uomo di 51 anni arrivò in arresto cardiocircolatorio. Alla notizia del suo decesso si scatenò il putiferio.