aula consiliare Messina

Corto circuito tra il sindaco De Luca e il Consiglio comunale di Messina

I tempi del Consiglio comunale per quanto riguarda l’iter del risanamento non sono quelli del sindaco Cateno De Luca, volitivo e pragmatico come sempre. L’Assemblea chiede tempo per studiare gli atti. Il primo cittadino ha la necessità di fare in fretta: “Lo sbaraccamento non può più attendere” tuona.

La sintesi del Consiglio comunale aperto, al quale hanno partecipato anche i deputati regionali e nazionali messinesi (Antonio De Luca, Elvira Amata, Ella Bucalo, Francesco D’Uva, Grazia D’Angelo, Pietro Navarra, Valentina Zafarana e Matilde Siracusano; assente l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone), è racchiusa nell’intervento di Cateno De Luca dopo tre ore di dibattito e nella replica del presidente Claudio Cardile. Gli appelli del sindaco sono caduti nel vuoto.

Il sindaco presenta un emendamento (alla fine saranno tre),  che va dritto al cuore della questione: cassare il punto uno dell’ordine del giorno. “Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria e sociale – sbotta De Luca – . La norma è chiara, avviamo l’Agenzia e poi chiediamo i soldi. La copertura finanziaria c’è. Il problema è politico: questo Consiglio intende istituire l’Agenzia?”.

Tutti si dicono favorevoli al risanamento. Ma tutti chiedono chiarimenti e ulteriore tempo. Chiedono chiarezza sull’Agenzia, sul cronoprogramma e su cosa si riuscirà a fare con i 500mila euro della Regione. De Luca parla di interlocutori chiave, il presidente della Regione Musumeci e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che si è impegnato a vagliare con grande attenzione la “speciale situazione” di Messina quando la richiesta di stato di emergenza arriverà al Consiglio dei ministri.

Al termine del dibattito, prima della votazione, De Luca è perentorio: “Il segnale che viene fuori questa sera è pessimo, perché non si fa politica su questi argomenti. Non ci siamo proprio. Abbiamo speso 10mila euro per parlare del nulla. E non so per quanto tempo continueremo a dare questo spettacolo, a parlare del nulla e spendere soldi”.

“Non le consento di dire ciò” ribatte il presidente Cardile, chiedendo rispetto per il Consiglio”. De Luca alza i toni: “Io mi sono esposto in maniera incredibile, ho tracciato un percorso. Quest’aula non può permettersi di delegittimare il sindaco. Qui la questione è politica. Quando ancora sento parlare di questioni tecnico-contabili, e l’on. Antonio De Luca (M5S) mette anche in dubbio la norma, vuol dire che siamo arrivati. Se dobbiamo giocare al massacro non vi seguirò. L’ho spiegato in Commissione Bilancio – incalza Cateno De Luca – e  dopo aver parlato per cinque ore mi sento dire le stesse cose in aula. La buona politica sta anche nei tempi. Io è da un mese che ci lavoro. Qui ci sono atti che non si erano mai prodotti.

Me la sono cercata sì, ma con una visione della vita che non è questa che si registra questa sera. Abbiamo una visione del buongoverno completamente diversa io e il Consiglio.  Se fuori di quest’aula c’è ancora qualche barone che pensa di non poter consentire a De Luca di operare mi sacrifico su un altare che comprende il mio sacrificio. Quest’aula mi sta dando un segnale chiaro. Mai mi permetterei di tenere sotto scacco questa città come altri hanno fatto. Allora vuol dire che dalle elezioni è uscito un aborto – chiosa il sindaco – un cortocircuito di cui prendo atto. Faccio una scelta: mi tolgo da questo campo, da una situazione che non comprendo”.

Cateno De Luca
Cateno De Luca
Presidente cons. Cardile
Presidente cons. Cardile