Raffadali

E poi dicono che non siamo razzisti…

L’Estate razzista dei Siciliani

 Dov’è finito lo spirito dell’accoglienza dei siciliani e dov’è finita la compassione verso gli ultimi del mondo?

Le brutali aggressioni razziste di quest’estate in Sicilia non hanno precedenti. Una lunga scia di violenza e intolleranza che stravolge la reputazione dei siciliani poveri ma ospitali. Non solo violenza ma anche aggressioni verbali e atteggiamenti di intolleranza e diffidenza che spiazzano completamente.
Il caso più eclatante è quello di Partinico, avvenuto la sera di Ferragosto quando dei migranti ospiti della comunità “Mediterraneo” sono stati prima insultati e poi picchiati. Sei i minorenni africani malmenati sul lungomare Ciammarita, a Trappeto. Dopo la festa, quando stavano tornando presso la comunità, hanno incrociato un gruppo di ragazzi di Partinico, tra loro anche delle donne e una di loro aveva un bambino in braccio. Sono partiti insulti, minacce di morte, calci, pugni, schiaffi e poi colpi di spranga e c’è chi dice anche di pistola. In questi giorni per questo gravissimo atto di violenza razzista sono state arrestate sette persone, un’altra è indagata a piede libero.

In carcere sono finiti Antonino Rossello, Roberto e Salvatore Vitale ed Emanuele Spitaleri. Per Valentina Mattina, Giacomo Vitale e Rosa Inverga il gip Walter Turturici ha disposto gli arresti domiciliari, mentre è stata respinta – per assenza di gravi indizi di colpevolezza – la richiesta di custodia cautelare per Maria Cristina Schirò. L’accusa per loro è, a vario titolo, di lesione e violenza privata, aggravate dalla finalità dell’odio etnico e razziale. L’inchiesta si è conclusa in tempi brevi soprattutto grazie alle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza presenti sul posto dell’accaduto, tra le vie Zito e Maggiore Guida.
Nell’ordinanza di custodia il gip di Palermo Walter Turturici descrive l’aggressione ”prolungata e selvaggia, dettata da abiette finalità di discriminazione razziale”, compiuta “con modalità brutali e ripugnanti rispetto al comune sentire ed alle più elementari regole del vivere civile”. Per il gip è “ben possibile affermare la sussistenza negli aggressori – soggetti con raro livello di incultura – di un pregiudizio di ordine razziale, in forza del quale ai giovani extracomunitari, proprio in ragione del colore della pelle, non fosse consentito divertirsi, al pari degli altri, durante la notte di Ferragosto”.
Quello di Partinico non è l’unico caso di aggressione a sfondo razzista avvenuto in Sicilia quest’estate. Sempre nella cittadina in provincia di Palermo un senegalese di 19 anni è stato aggredito da due giovani, poi finiti ai domiciliari, il 26 luglio scorso. A fare da sfondo sempre insulti razzisti.
Giusto qualche giorno fa a Raffadali, nell’Agrigentino,  un sedicenne tunisino è stato preso a calci e pugni. A picchiarlo e mandarlo in ospedale un altro giovane che gli urlava “torna nel tuo paese”. A Bagheria il primo settembre un nigeriano di 30 anni è stato picchiato con un cric. Sempre a fine luglio un 23enne, originario delle Mauritius, ma italiano è stato aggredito e mandato in ospedale davanti ad un locale di Lercara Friddi. Anche qui non solo calci e pugni, ma anche insulti del tipo “marocchino di merda, fai schifo, tornatene da dove sei venuto”.
Anche la provincia di Trapani ha avuto il suo caso di aggressione con vittima un ragazzo africano. E’ successo ad Alcamo dove un ragazzo di 19 anni della Costa d’Avorio è stato preso a pugni, sul lungomare di Alcamo Marina, dal padre e da un altro parente di una ragazza con cui stava parlando. Il ragazzo è ospite del centro Badia Grande, che gestisce lo Sprar.
Il ragazzo era fermo che parlava con una ragazza di sedici anni, la scena è stata notata da un conoscente che ha telefonato al padre della ragazza. Pochi minuti dopo il padre, assieme ad un altro parente, è arrivato sul posto e i due, senza sentire spiegazioni, hanno aggredito il ragazzo colpendolo con diversi pugni. Una scena incredibile, avvenuta sotto gli occhi di molte persone. Il ragazzo non ha provato a reagire e poi è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Alcamo, qui sono state diagnosticate alcune contusioni, nessun danno fisico, ma molto shock per il giovane ivoriano. Il ragazzo ha poi denunciato tutto alla Polizia. Interrogata dagli agenti la giovane avrebbe confermato la versione del ragazzo, ossia che non la stava importunando ma che stavano soltanto conversando.
Le aggressioni sono la punta dell’iceberg. Sullo sfondo c’è un clima di intolleranza finora sconosciuto in Sicilia, amplificato certamente dalle posizioni, e dagli atteggiamenti, di Governo e simpatizzanti, sulla questione immigrazione.

Alcamo Marina
Alcamo Marina
 Bagheria
Bagheria