Fabrizio Ingemi

Fabrizio Ingemi, la Banca Carige, il Comune di Capo d’Orlando e altri protagonisti di una vicenda rimasta “insabbiata”.

Una vicenda insabbiata dai molteplici aspetti inquietanti. Ne riparliamo, poichè il “caso” non è mai stato chiarito del tutto. Certamente si ricorderà la vicenda dell’impiegato “modello” dalla Banca Carige di Capo d’Orlando, tale Fabrizio Ingemi da Messina con addentellati nella cittadina tirrenica, che un giorno fu pescato con le mani nel sacco?

Aveva trafugato una bella somma di denaro, circa 7 milioni di euro, e che per tale reato fu processato è condannato ai domiciliari che scontò nella sua abitazione della città dello Stretto.

Prima della condanna Ingemi abbe modo di prendere il largo con il malloppo e divenne una sorta di “Primula rossa”. Qualche anno dopo fu ritrovato dalla Polizia di Agrigento travestito da clochard.

Nessuno, si fa per dire, conosce a distanza di anni in quali mani finirono quei 7 milioni anche se Fabrizio Ingemi era diventato una sorta di Babbo Natale: distribuiva infatti costosissimi regali a destra e a sinistra, agli amici vicini e lontani.

All’epoca la Banca Carige svolgeva compiti di tesoriere del Comune di Capo d’Orlando, sindaco Enzo Sindoni, che della truffa perpetrata in danno dei suoi concittadini non ebbe una reazione come ci si aspettava da lui, reagì in maniera  morbida. Conoscendo bene Sindoni, che per la cronaca non si fa posare da nessuno la mosca sotto il naso, il suo un atteggiamento apparve incomprensibilmente rinunciatario.

Ad alcuni risparmiatori il denaro e i beni sottratti vennero restituiti ad altri dissero di aspettare ed armarsi di santa pazienza della quale pare che il popolo siciliano ne sia il legittimo detentore.

Ma la Banca Carige ha delle precise responsabilità nella vicenda legata alla truffa dell’ex dipendente della filiale di Capo d’Orlando che fece sparire nell’arco di un quinquennio dai conti dei clienti circa sette milioni di euro.

Dopo quello del Dicembre 2010 con l’imposizione del risarcimento di 478 mila 703 auro a favore di un pensionato di Capo d’Orlando scomparso, il giudice del Tribunale di Sant’Agata Militello. Pietro Miraglia, spiccò un nuovo decreto ingiuntivo, con cui si condannava la Carige a risarcire di circa 83 mila euro un altro dei correntisti “alleggeriti”.

Non vi è dubbio che tutta la vicenda presenta lati da Porto delle nebbie di romana memoria, e le domande, i dubbi che ruotano nelle menti dei cittadini sono tanti e tutti legittimi. Per esempio, vorremmo chiedere ai magistrati che all’epoca si occuparano di questo caso alquanto intricato , Fabrizio Ingemi fece tutto da solo? Ebbe o non ebbe dei complici che lo aiutarono prima a far sparire il denaro e poi a coprire lui durante la sua latitanza? Perchè, su un caso dagli aspetti inquietanti, è calato il sipario? I cittadini hanno o non hanno il diritto di conoscere in quale società vivono? I magistrati del tempo, potrebbero darci qualche riposta?

Banca Carige
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Capo d'Orlando
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