Cateno De Luca

I bilanci comunali di Messina sono falsi

“Fatti e comportamenti che potrebbero prefigurare reati di rilevanza penale quali falsità dei bilanci del Comune di Messina, falsità dei bilanci delle partecipate al fine di creare utili fittizi, falsità del piano di riequilibrio, assunzioni nelle partecipate di dubbia liceità a fini clientelari, creazione di modelli societari criminali e di scatole cinesi simbolo di legalità, spreco di denaro pubblico ad esempio di malaffare politico e clientelare”. E’ quel che si legge nella posta  di Paolo Bitto,  noto commercialista , candidato al consiglio comunale a giugno nella lista di centrodestra “Peloro 2023”, componente dell’associazione Capitale Messina ed ex esperto contabile per l’Ato3, inoltrata alla sezione di controllo della Corte dei conti e basata sul dossier da 350 pagine del sindaco di Messina, Cateno De Luca a supporto della relazione di inizio mandato. Sulla base di questa, Bitto chiede ai magistrati contabili di intervenire per  “Omissione della deliberazione di dissesto” da parte della precedente giunta guidata da Renato Accorinti

“Il contenuto del dossier e degli articoli fa  emergere notevoli criticità finanziarie del Comune di Messina, con la paventata conseguenza di una sospensione di una consistente riduzione nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali”, scrive Bitto nella lettera indirizzata ai magistrati contabili  una settimana fa.

E ancora . “Il bilancio di previsione 2018-2020 viene definito un malato terminale strutturalmente in coma, e a seguire vi si riporta che il sistema municipale dal 2014 al 2017 non solo ha generato oltre 50 milioni di nuovi debiti, ma non è riuscito ad accantonare la gran parte delle somme necessarie per far fronte al finanziamento del piano di riequilibrio”, continua Bitto. Il bilancio di previsione è stato votato da 23 consiglieri su 27 presenti.

Paolo Bitto
Paolo Bitto
Messina
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