Questura di Reggio Calabria

La procura di Reggio Calabria a lavoro sul ‘caso ACI’

Esplode a Reggio Calabria il caso Automobil Club, con tre avvisi di garanzia per falso in atto pubblico. Nel mirino del pm Massimo Baraldo, già a Varese e in procinto di trasferimento, sono finiti Alessandra Zinno, capo del personale ACI e in procinto di ricevere un’importantissima nomina nazionale, il direttore Compartimentale ACI Sud (dal Lazo all’Abruzzo, ma anche Campania, Calabria e Sicilia), Roberto Caruso e il direttore ACI di Catanzaro ad interim, Natale Garufi, residente a Messina ma originario di Roccalumera, direttore territoriale ad interim a Catanzaro e con identico incarico a Palermo. La vicenda riguarda alcune votazioni per rinnovare il contratto in ACI Reggio Calabria a Daniela Bolignano, al tempo direttrice a scadenza di mandato. E da una denunzia della stessa funzionaria per un’auto a lei bruciata e altri sinistri messaggi, è scattata un’indagine con ben 5000 ore di intercettazioni. Ma si è registrata un’archiviazione per l’impossibilità di perseguire mandante ed esecutori materiali. La Bolignano, nel frattempo, è stata demansionata (è finita al PRA, ndr) e si muove con rassegnazione tipica dei buddhisti. Così subisce le angherie del suo capo ufficio, Angelo Foti, uno che oggi quasi nega di conoscere il suo mentore, Santo Martorano, già presidente ACI reggina che è ai domiciliari per una truffa da 18 milioni con la sua Finanziaria, sponsorizzatissima in Automobil Club.

Ma veniamo allo stralcio dell’inchiesta sul messinese Garufi, che avrebbe falsamente sottoscritto un verbale di votazione a Reggio Calabria pur essendo fisicamente a Catanzaro. Il tutto con la certificazione di Caruso, che è il superiore dello stesso Garufi e della Zinno a Roma. Le Forze dell’Ordine hanno invitato la Bolignano a “stare attenta perché i suoi nemici son capaci di tutto”, la ricostruzione della Procura porta a “leggere” comportamenti al limite del reato con una specie di gineceo reggino e carriere “fortunate”. Per non parlare di un nepotismo sfrenato negli uffici ACI- PRA di via De Nava. Fonti attendibili all’interno dell’ACI ricordano che Natale Garufi, piombato a Reggio Calabria fuori di sé, abbia urlato al telefono a Eugenio Ripepe, suo braccio destro a Catanzaro (e presidente ACI locale, ndr) frasi del tipo “rovinato a fine carriera”. Ci sarebbe anche un filone relativo ad un altro falso, quello del bilancio ACI Reggio prima bocciato e poi rivisto e “promosso”. Appare inoltre chiaro che la Procura ha due diversi verbali sul rinnovo dell’incarico alla Bolignano e poi un 3-2 che ribalta il primo voto. ACI centrale appare come un notaio che non manifesta interesse per la legalità. Roba già vista a Brescia, a Foggia, Cosenza ed a Palermo.