Davide Faraone

PD, la difficile corsa per la segreteria in Sicilia

Se molti DEM ritengono che il tratto distintivo di riconoscibilità del PD sia la rissosità, la lite perenne che fa aumentare la identificatività di un manipolo di politici o presunti tali allo sbando, e non capire invece se è questa l’immagine che si vuol dare del partito che fu di Berlinguer, di Pajetta, Amendola e in Sicilia di La Torre, tanto per intendersi, si rischia una rapida ed inevitabile estinzione, dobbiamo dedurre che la classe politica dell’ex sinistra italiana è caduta davvero in basso.

La corsa per la segreteria regionale del Pd rimescola ancora una volta le carte tra capicorrente e deputati. Mettendo assieme anche chi fino a ieri se ne diceva di tutti i colori. Di certo c’è che nell’Isola la corsa sarà una sorta di referendum tra renziani e resto del mondo, dopo che è naufragata la candidatura unitaria auspicata da più parti. Oggi si chiudono i termini per la presentazione delle candidature, e in campo i nomi forti sono due: per i renziani l’ex sottosegretario Davide Faraone, per l’ala Zingaretti l’ex deputata Teresa Piccione.

Con Faraone si sono schierati i renziani della prima e dell’ultima ora: i deputati regionali Luca Sammartino, Michele Catanzaro, Nello Dipasquale, Francesco De Domenico, Luisa Lantieri e Baldo Gucciardi. E, ancora, i parlamentari nazionali Valeria Sudano, Pietro Navarra, Carmelo Miceli e Daniela Cardinale, oltre all’ex deputato Baldo Gucciardi. Sul fronte dei renziani in un primo momento si era parlato della candidatura di Gandolfo Librizzi, che avrebbe ottenuto anche il consenso dell’area Zingaretti, ma poi tutto è saltato.

Da settimane lavorava a questo ruolo anche Sammartino, che aveva trovato un accordo con l’ex senatore ennese Vladimiro Crisafulli, ancora lui? Ma Faraone e Crisafulli da anni si fanno la guerra, così Faraone ha stoppato Sammartino e alla fine i big renziani di Sicilia hanno chiesto all’ex sottosegretario di scendere in campo in prima persona. Scelta che Faraone ha fatto, ma non proprio a cuor leggero.

Sul fronte di Zingaretti, attorno al nome di Teresa Piccione, fedelissima di Giuseppe Lupo, si sono riuniti molti ex ds: da Antonello Cracolici, che in passato con Lupo non ha avuto rapporti idilliaci, agli ex parlamentari Giovanni Panepinto, Lillo Speziale, Concetta Raia e Crisafulli. Speziale ha provato fino all’ultimo a convincere il segretario uscente Fausto Raciti e il leader dei Partigiani dem Antonio Rubino a scegliere il suo fronte. Ma senza successo.

L’unica incognita di questa partita, con la scadenza dei termini per le candidature fissata per oggi, è proprio quella di Raciti e dei Partigiani dem. Con loro c’è il deputato regionale Giovanni Cafeo. Difficile a questo punto provare una corsa in solitaria legata all’area Martina, seguendo così lo stesso schema nazionale. In caso di mancata candidatura autonoma, questo fronte andrebbe comunque con i renziani: Faraone ha proposto a Raciti di fare il presidente dell’assemblea regionale dem e di indicare alcuni segretari provinciali.

Certo è che finora non sembra esserci stato un grande coinvolgimento della base: tutti dicono che per rilanciarsi il Pd deve ripartire dal basso, ma al momento da questa corsa alla segreteria regionale l’unica esclusa sembra essere proprio la base. Si predica bene e si razzola male, questo è oggi il PD non solo in Sicilia ma in tutta Italia.

Vladimiro Crisafulli
Vladimiro Crisafulli
Teresa Piccione
Teresa Piccione