Aldo Sergio Leggio

Capo d’Orlando, un consiglio comunale non omologabile

Volendoci impegnare a discettare sull’analisi del voto venuto fuori dal Consiglio comunale di giovedì scorso si percepisce la cauta ma ferma volontà dei consiglieri più vicini al sindaco del comune di Capo d’Orlando Franco Ingrillì, di volerlo sostenere nel suo ingrato compito: far quadrare i conti. In un precedente servizio in sede di commento, abbiamo riportato le posizioni della minoranza con particolare riferimento alla Consigliera Daniela Trifilò, ai suoi colleghi di minoranza e ad altri interventi di rappresentanti della maggioranza.

Una lista orlandina formalmente unita, con un capo gruppo sempre più sicuro di sè, un intergruppo che ormai asseconda necessariamente le scelte amministrative, il presidente del consiglio equilibrista e di contro la lista “Partiamo da Capo” in vertiginosa deflagranza.

Ma andiamo per ordine:

– I quattro consiglieri della lista orlandina, hanno approvato il piano TARI non per un atto di obbedienza bensì per quella responsabilità a cui ha richiamato il sindaco. Saldare i debiti del passato è necessario ma anche problematico e non solo perchè l’attuale amministrazione è la naturale continuità della precedente  (fino a quando), ma perchè i costi dell’imposta dei rifiuti sono a totale carico dei cittadini e qualunque altra amministrazione avrebbe dovuto liquidare il debito in ugual modo. I quattro consiglieri, oltre al capogruppo Colombo, Linda Liotta, Graziella Facciolà e Valentina Leonino, gli ultimi saranno i primi, sono stati affidabili e uniti. Non ci è dato modo di capire se si sia effettivamente rinsaldato il gruppo storico sindoniano, ma non dispiace sapere che persone coerenti facciano parte della compagine in questione.

– L’intergruppo di Aldo Sergio Leggio, che alcuni osservatori politici pronosticano un asse Gierotto – Leggio, è scontato nelle sue decisioni. Si percepisce un’aria di “do ut des” ed il prossimo consiglio ce ne darà conferma. Sembra che il regolamento di delocalizzazione sia una ‘creatura’ dell’assessore/consigliere Leggio ed avremo tanto da scrivere sull’argomento. Ma il buon Leggio, che si vocifera avrebbe particolare interesse sul tema della delocalizzazione, crediamo non vorrà esporsi al pubblico ludibrio e, secondo noi, non commetterà passi falsi. Se dovesse invece commetterne, pazienza: chi è vittima dei sui mali, pianga se stesso.

– Del Presidente Galipò ammiriamo il selfcontroll ma non piace il suo equilibrismo. D’accordo che il ruolo di super partes gli impone di mediare e cucire gli strappi continui che in questa maggioranza non si fanno desiderare,  ma quando in politica si media troppo, il troppo balza subito agli occhi e storpia. Vuol dire che gatta ci cova…

– Della lista del sindaco, “Partiamo da Capo”, siamo rimasti un pò disorientati ma solo per colpa nostra. Non abbiamo capito le ragioni che hanno indotto la consigliera Enza Giacoponello, per la quale simpatizziamo, ad abbandonare l’aula consiliare al momento del voto sul Piano Finanziario e aliquota TARI, perchè non ha motivato la scelta di non votare un piano presentato dal ‘suo’ sindaco. (Forse vecchia ruggine). Per non parlare poi, dell’indipendente Felice Scaffidi, che dal voto si astiene, contrapponendosi ad 8 consiglieri che malvolentieri alzano il braccio e chinano il capo ad un destino cinico e baro. Eppure alla fine, ci chiediamo, quanto sarà compiaciuto il sindaco dell’atteggiamento dei dieci consiglieri che si muovono a gruppi sparsi?

ingrilli-sindoni

Enza Giacoponello
Enza Giacoponello
Graziella Facciolà la prima da destra
Linda Liotta e Graziella Facciolà