Favara

Non si trovano gli atti di un processo su un appalto di Favara

 

Ennesimo rinvio per acquisire i documenti ritenuti dalla Corte di appello di Palermo “indispensabili” per emettere il verdetto. Il processo è quello a carico di sei imputati, scaturito dall’operazione “Kainè trapeza” su un presunto appalto milionario truccato al Comune di Favara, nell’Agrigentino. I giudici, prima della sentenza di secondo grado, vogliono fare maggiore chiarezza sull’operazione che, il 10 agosto del 2012, ha portato all’acquisizione di documenti e su una relazione di servizio che ha scandagliato un segmento dell’indagine. A distanza di oltre un anno dall’ordinanza dei giudici, non sono stati ancora trovati i documenti alla Procura di Agrigento e il processo resta fermo al palo. Anche ieri c’è stato un nuovo slittamento. L’inchiesta, il 7 febbraio del 2013, ha fatto scattare tre arresti. Gli imputati dello stralcio abbreviato sono i favaresi Michelangelo Palumbo, 50 anni, ritenuto un collaboratore dell’impresa Gng; Antonella Nobile, 41 anni, con lo stesso ruolo del primo; Gaetano Lo Porto, 53 anni, considerato il titolare di fatto dell’impresa “Gl costruzioni”; Assunta Caruana, 53 anni, amministratrice unica della stessa società; Antonio Iacolino, 61 anni, e il figlio Calogero, 30 anni, responsabili di un’impresa che commercializza materiale elettrico.

Tribunale di Agrigento
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