Giarre

Aggiornamento da Giarre, è morto anche l’assassino

Ad armare la mano di Francesco Privitera, che poi è morto in ospedale ,  sarebbe stata la   gelosia. L’uomo aveva scoperto su Facebook che la vittima,   con la quale come detto si era separato da circa sei anni,   aveva una nuova relazione con un altro uomo. E questa mattina quando l’ex moglie è uscita per andare al lavoro, prima di ucciderla ha cominciato a inveire contro di lei. Difficile, al momento, sapere se Privitera si è sparato o il colpo gli è partito durante la colluttazione con un nipote della donna.

«Se mi aspettavo una fine così drammatica? Purtroppo sì. Lui era caratterialmente chiuso e asociale. Non l’aveva mai picchiata, ma più volte l’aveva minacciata di morte». Così l’avvocato Patrizia Pellegrino, sull’uccisione di Rosaria, conosciuta come Sara. Il legale ha assistito la donna durante la causa di separazione iniziata sei anni fa e ricorda ancora le minacce dell’uomo che costrinsero Sara Privitera a presentarsi a un’udienza «scortata dai carabinieri perché lui aveva minacciato di ucciderla là, davanti a tutti». Lo aveva anche detto a uno dei loro due figli maschi. La donna aveva una terza figlia, da un primo matrimonio, che vive a Londra. «Avevamo presentato una querela sulle minacce – aggiunge l’avvocato Patrizia Pellegrino – ma era stata archiviata, ricondotta a liti tra coppie che si separano. Poi lei si era rivolta anche a un centro antiviolenza di Catania perché lui la seguiva e continuava a minacciarla, anche se non l’ha mai picchiata».

Da ambienti giudiziari si apprende che la donna negli ultimi anni aveva sostenuto che i rapporti erano cambiati, che lui aveva modificato i suoi atteggiamenti e che sarebbe capitato di uscire insieme. Sul movente il legale è perplessa: «lei era una donna solare – spiega l’avvocato – piena di contatti e attiva anche su Facebook dove seguiva anche un gruppo di separati e divorziati: avrà scambiato qualche battuta per una relazione».

Francesco Privitera
Francesco Privitera