Penitenziario Barcellona Pozzo di Gotto

Stato di agitazione nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto.

Le gravissime criticità riscontrate nella organizzazione del lavoro così come nelle procedure di mobilità interna e nella attività di formazione hanno indotto il Coordinamento sindacale penitenziario a proclamare lo stato di agitazione della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. “Discutibile – precisa il Co. s.p. in una nota inviata agli organi dirigenziali – la distribuzione dei turni di servizio che rendono pessima la qualità della vita di chi opera all’interno della struttura”. Nel carcere del Longano  si denunciano le gravissime condizioni del personale di polizia penitenziaria sottoposto a turni massacranti di 12 ore e alla violazione delle pause previste dal contratto di lavoro. A questo si affianca la complessa gestione della sicurezza nei reparti detentivi a causa dell’elevato numero di detenuti e alla presenza di reclusi affetti da patologie psichiatriche provenienti dagli ex OPG. La pessima programmazione dei turni non consente ai poliziotti penitenziari di usufruire delle normali pause pranzo per mancanza di sostituzioni. Il sindacato autonomo chiede che vengano disposti accertamenti, nonché l’individuazione dei responsabili in riferimento alla iniqua distribuzione del lavoro straordinario nei confronti di unità non operative e le limitazioni imposte ad alcuni lavoratori sull’uso degli abiti civili in servizio, nonchè la prerogativa della distribuzione dei buoni pasto riservata solo a poche unità. “Se tutto questo venisse confermato attraverso accertamenti ispettivi – aggiunge il segretario nazionale del Co.s.p. Domenico Mastrulli – ci troveremmo di fronte ad una evidente violazione dei principi di trasparenza, efficacia ed efficienza”. “Il carcere di Barcellona- Pozzo di Gotto – ricorda il Co.s.p. – è un istituto penitenziario che ospita oltre 200 detenuti di cui 70 ex OPG a fronte di circa 140 unità (sulla carta). Numerose – lamenta il sindacato – le segnalazioni su ripetuti richiami e abusi che il personale dipendente subirebbe in quella sede. In assenza di immediate iniziative il Co.s.p. si riserva di scendere in piazza e chiedere l’avvicendamento degli eventuali organi direzionali.

 Domenico Mastrulli
Domenico Mastrulli