Fabrizio De Andrè

Vent’anni senza Fabrizio De Andrè, il poeta della musica leggera italiana

Ha collaborato con artisti come Nicola Piovani, la Premiata Forneria Marconi, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori

Nacque a Genova, nel quartiere di Pegli. Fu intimo amico di Paolo Villaggio. Lasciò la casa dei genitori a 18 anni, per i difficili rapporti col padre. Per anni condusse una vita sregolata e in contrasto con le consuetudini della sua famiglia. Ai suoi funerali parteciparono oltre 10 mila persone

Era l’11 gennaio 1999 quando moriva Fabrizio De Andrè. Un giorno che Genova non può dimenticare. Vent’anni fa la Liguria perdeva uno dei più grandi cantautori italiani e uno dei personaggi che hanno fatto la sua storia.

Obiettivo della giornata, fatta di parola e di immagini, proporre un viaggio nella storia e nella musica di Fabrizio e nella memoria di tutti coloro che lo hanno amato; un itinerario capace di emozionare e attrarre differenti generazioni di pubblico. Tutti potranno partecipare per ricordare l’uomo e l’artista e riascoltare le sue meravigliose canzoni che hanno saputo varcare i confini di Genova ed essere amate da tutti; poesie in musica che sono diventate i migliori dischi di sempre.

Nato il 18 febbraio 1940, ancora oggi è considerato uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi. In quasi 40 anni di attività artistica, De André ha inciso 14 album, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite antologie.

Dopo il concerto a Roccella Ionica, il 13 agosto del 1998, De Andrè iniziò ad apparire scoordinato e a disagio. Non riusciva più nemmeno a sedersi e imbracciare la chitarra, lamentando un forte dolore al torace e alla schiena. Da lì la scoperta di un carcinoma polmonare.

Lo ricordiamo in un concerto di molti anni fa allo stadio comunale di Capo d’Orlando, in una serata tutt’altro che bella pur essendo estate ma aveva piovuto per tutta la giornata e poi la sera ci siamo ritrovati sotto il palco di Fabrizio De Andrè non più di 200 persone. Un concerto non entusiasmante ma ugualmente bello reso meraviglioso dalla voce, dalle parole in musica di un poeta prestato alla canzone che contiuniamo ancora oggi ad amare.