PD Messina

Pd Messina: tra l’orgoglio di appartenenza e…puzza sotto il naso

Non c’è pace nel Pd messinese: fin quando il segretario scelto è un uomo della Provincia e non un cittadino,  chissà perchè, trova davanti a sè un muro impenetrabile. Prima, a farne le spese quel galantuomo dell’ex sindaco di Ficarra, l’ing. Basilio Ridolfo, che da segretario eletto dalla base all’unanimità, visse una stagione di polemiche, accuse e offese. Risultato, dopo poco più di un anno, fu costretto a dimettersi per esaurimento nervoso…

Oggi, nel Partito Democratico, alla cui guida da quasi due anni è stato chiamato l’avvocato Paolo Starvaggi, la storia puntualmente come un cronometro svizzero, si ripete. Attacchi, malumori continui all’interno del partito che no, non ne vogliono sapere: Starvaggi come l’ing. Ridolfo, non ha i requisiti per governare il partito a Messina e in provincia. Sentiamo la breve intervista della domenica a Paolo Starvaggi, che gli dedica la Gazzezza del Sud.

Il protagonista dell’intervista della domenica di Gazzetta del Sud – edizione Messina è il segretario provinciale del Pd Paolo Starvaggi a cui abbiamo chiesto se nonostante i malumori, più o meno manifesti, sente di avere la fiducia della base del partito? «Ogni lunedì facciamo vivere questo partito con delle riunioni nella nostra sede di via Ettore Lombardo Pellegrino. Un partito presente, a porte aperte, senza capi, padroni, potentati o faccendieri. Certamente il Pd di Messina non è un Pd monolitico. Ed è anche fisiologico che ci siano delle posizioni diverse, punti di vista divergenti, purché ci sia la proposta e la capacità di svolgere il proprio ruolo, che sia di iscritto, dirigente, parlamentare. C’è un esecutivo, ci sono delle deleghe, con la partecipazione il partito è più forte e più coeso».

Manca ancora la segreteria cittadina. E la direzione non si riunisce da un bel po’…

«Per la segreteria cittadina il problema non è di competenza del segretario. Ci sono state difficoltà nel trovare posizioni condivise, ma il problema sarà risolto subito dopo il congresso nazionale. E la direzione non è vero che si riunisce di rado, l’ultima volta è stata qualche mese fa». L’intervista de la Gazzetta del Sud è molto più ampia ma si coglie qua e la un certo malcontento nei confronti del segretario che rintuzza bene le insidie delle domande.

Nulla di trascendentale, ma una piccola avvisaglia si coglie dalle parole dell’intervistatore: non ci meraviglieremmo se da quì a qualche settimana, spuntasse qualche novello Che Guevara con abiti messinesi per chiedere la testa del segretario cittadino, essendo uno della provincia e non del centrocittà. La storia da Ridolfo a Starvaggi, si ripete…

Paolo Starvaggi
Paolo Starvaggi