Cappella Palatina

Palazzi storici da trasformare in alberghi, il progetto inserito nella Finanziaria

Il modello è quello dei “paradores” spagnoli. Ma apre la porta alla trasformazione di palazzi storici in alberghi: un articolo inserito nella Finanziaria-monstre che inizia il suo viaggio all’Ars verso un’approvazione che arriverà solo dopo il 5 febbraio prevede infatti la possibilità di “attivare tutti gli strumenti di partenariato pubblico-privato previsti dalla legislazione vigente”, incluso il project financing, per recuperare il patrimonio culturale e garantire “l’utilizzo degli immobili anche a scopo ricettivo”. Cioè alberghi:

“L’idea – dice l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, che non è l’estensore della norma ma è favorevole – è di dare la possibilità ai privati di recuperare palazzi in cattive condizioni. In Spagna il modello dei ‘paradores’ funziona: vecchie dimore diroccate che con il contributo dello Stato sono diventate luoghi di ospitalità di alto livello”.

Un elenco di palazzi da far diventare alberghi al momento non c’è. Ma la norma include potenzialmente tutto, inclusi i reperti archeologici e i musei: “Ovviamente – sorride Tusa – non faremo un albergo né alla Valle dei Templi né alla Cappella palatina. Però ci sono molti palazzi che potrebbero essere recuperati. Un esempio potrebbe essere il palazzo Florio di via Libertà, a Palermo, anche se per quella struttura la mia idea è farci un museo appunto sulla dinastia Florio”.

Oggi, intanto, il percorso dei documenti contabili comincia dopo il sì di ieri in commissione: la legge di stabilità – una legge-monstre, passata in una notte da 16 a oltre 50 articoli – non vedrà però la luce prima di martedì, quando scadrà il termine per gli emendamenti. Fra le proposte c’è di tutto: ad esempio la “norma-Portogallo”, quella che prevede un bonus per chi si trasferisce in Sicilia, corretta con alcune proposte del Pd, fra le quali quella di favorire il ripopolamento dei paesi con meno di 20mila abitanti.

Dal 2020, inoltre, su proposta di Diventerà Bellissima le aziende che trasferiscono la propria sede sociale dall’estero in Sicilia saranno esonerate dal pagamento dell’aliquota ordinaria Irap per i primi dieci periodi di imposta. Sì anche a una norma che stanzia 80 milioni per il fondo di rotazione dell’Irfis per le imprese che operano in Sicilia.

Introdotta anche l’esenzione totale Irpef per cassintegrati e disoccupati. Via libera anche a un emendamento che apre all’uso di funzionari per guidare gli uffici per i quali non ci sono dirigenti e alla stabilizzazione dei precari delle Camere di commercio. Fra le norme: il transito in Resais degli ex dipendenti Pumex e l’esenzione delle tasse automobilistiche per i veicoli ecologici. Rinviata di un anno la liquidazione di Riscossione Sicilia, con quello che è di fatto il ritorno del tema da uno dei collegati al testo principale della manovra.

“Questa – dice il Movimento 5 Stelle – è una Finanziaria senza soldi di un governo senza idee, che continua a navigare a vista in un mare sempre più tempestoso”. “Una manovra lacrime e sangue”, tuona invece il Pd, che ha convocato per oggi una conferenza stampa.

Valle dei Templi
Valle dei Templi
Sebastiano Tusa
Sebastiano Tusa