aula consiliare

Capo d’Orlando. Delocalizzazioni o varianti al PRG? Questo è il dilemma.

Un dilemma, quello delle delocalizzazioni, che non ha mai convinto chi verga queste righe. Nell’attesa dell’approvazione del regolamento, che dovrebbe avvenire nel prossimo consiglio comunale di Capo d’Orlando, s’intravede una manovra subdola, ipocrita con la benedizione del Governo centrale ed equivale ad un ulteriore scippo di suolo pubblico. Non ne avremmo bisogno. Troppo contro la sensibilità della gente hanno deciso di fare in passato e troppo contro il sentire comune è stato fatto ai danni della bellezza del paesaggio in una terra che oggi paga, giorno dopo giorno, le scelte scellerate e criminali di amministratori colpevolmente superficiali, avvezzi al richiamo civettuolo di questa o quell’altra impresa.

Diciamolo chiaro: non è un bel segnale quello che vorrebbe dare l’amministrazione Ingrillì di Capo d’Orlando sulle delocalizzazioni. Non vorremmo che la data del 5 febbraio 2019, giorno del prossimo consiglio comunale, venisse ricordata nella storia di questo Paese come l’ultimo colpo mortale assestato a quel poco di bello e di gradevole che ancora rimane di una cittadina, un tempo individuata come la perla del Tirreno.
I consiglieri comunali, maggioranza e minoranza, abbiano una volta tanto, un sussulto di orgoglio e dimostrino di amare il luogo dove vivono e di non infierire contro un territorio, anche il loro tra l’altro, e diano una prova tangibile di volere il bene di questa città, abbandonando i meschini giochi di potere. Le delocalizzazioni non sarebbero altro che un tentativo di variante al PRG e sarebbe un’occasione legalizzata di cementificare ulteriormente un territorio che avrebbe bisogno di tante, tantissime cose è vero, fuorchè di altro cemento!