L'ex presidente del Cga siciliana Raffaele de Lipsis

Tintinnio di manette per sentenze pilotate

Sono in corso, su disposizione del GIP di Roma Daniela Caramico D’Auria, misure di arresti domiciliari e perquisizioni per il reati di corruzione in atti giudiziari commessi al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. L’indagine è quella relativa a presunte sentenze pilotate a Palazzo Spada.

Uno degli ordini di custodia cautelare riguarda l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano Raffaele Maria De Lipsis, accusato di corruzione e già tra i 31 indagati nel filone romano. Avrebbe intascato una tangente per pilotare una delle tante sentenze che avevano come controparte clienti dell’avvocato siracusano Piero Amara, il regista del giro di verdetti aggiustati nell’ ambito della giustizia amministrativa. Il nome di De Lipsis era stato uno dei primi a finire nel mirino dei PM di Roma e Messina che da oltre un anno indagano sul giro di sentenze aggiustate nei processi che riguardano la giustizia amministrativa. L’indagine è quella nata infatti dopo l’arresto dell’avvocato Piero Amara, finito in manette un anno fa con il socio Giuseppe Calafiore : le accuse sono di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari.

sede CGA regione sicilia
sede CGA Regione Sicilia

Il nome di De Lipsis era stato uno dei primi a finire nel mirino dei PM di Roma e Messina che da oltre un anno indagano sul giro di sentenze aggiustate nei processi che riguardano la giustizia amministrativa. L’indagine è quella nata infatti dopo l’arresto dell’avvocato Piero Amara, finito in manette un anno fa con il socio Giuseppe Calafiore con le accuse di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari.