Linda Liotta

Capo d’Orlando. Delocalizzazioni, un voto che fa ancora discutere

Torniamo ancora una volta sul tanto vituperato regolamento delle delocalizzazioni che ieri sera ha visto i consiglieri comunali, 11 su 16, scrivere una pagina di storia della Capo d’Orlando del prossimo futuro. E solo il tempo, galantuomo come sempre, potrà stabilire chi ha avuto torto o chi ragione. Certamente, chi svolge la professione di geometra, ingegnere o similari ha vinto e per il momento hanno ragione loro se, invece, la storia stabilirà se ieri sera il Consiglio comunale votando favorevolmente il regolamento sulle delocalizzazioni ha inferto un colpo mortale al paese, dovrebbero cambiare aria.

Undici consiglieri presenti in aula ieri sera hanno dibattuto per ore su tematiche inerenti alle delocalizzazioni, alcuni dei quali hanno dato una dimostrazione di meschinità politica. L’approvazione del regolamento, infine, è stato approvato con 8 voti favorevoli e 3 contrari. Tutto nella norma se non fosse per il fatto che uno dei voti favorevoli sia pervenuto da un consigliere di minoranza, Gaetano Sanfilippo. A caldo, la comunità paladina, ha rivolto critiche e commenti sulle assenze registrate: Liotta, Leonino, Giacoponello della maggioranza e Trifilò e Micale della minoranza, ma in realtà la vera sorpresa di questo primo consiglio del 2019 è la spaccatura che Sanfilippo ha creato nella minoranza, ammesso che tra il gruppo di minoranza esistesse coesione e compattezza. Cosa può giustificare un voto favorevole solitario da parte di chi dovrebbe fare opposizione nei confronti dell’approvazione di un regolamento a cui sarebbero bastati i 7 voti della maggioranza?

Tanti gli interrogativi che ci poniamo riflettendo sugli ultimi accadimenti della politica orlandina. Tre consiglieri comunali assenti: Liotta, Leonino e Giacoponello. Ciascuna spinta da ragioni diverse, tutte accomunate da un unico obiettivo: prendere le distanze da giochi di potere ed interessi economici troppo più grandi di loro?

Le abbiamo chiamate epigone di ‘Ponzio Pilato’ e, siamo convinti che nella circostanza lo siano state. Quello, però, che non abbiamo capito è cosa le abbia spinte a restare lontane dall’aula? Alcune di loro obbediscono a se stesse, non hanno riferenti di sorta ed allora: con quale fine machiavellico? Quello del fine che giustifica i mezzi? Potremmo ipotizzare che sapessero già del grande inciucio. Potremmo immaginare che abbiano preferito affrontare il male minore, cioè subire l’onta della codardia pur di non divenire complici di progetti non condivisibili. Tutte congetture, certamente, ma c’è un tempo per la fuga e un tempo per l’assunzione di responsabilità, un valore inestimabile, immenso e che per l’occasione è mancato.

Qualche saggia del Consiglio comunale di Capo d’Orlando, ci ricorda un detto antico: meglio la fuga quando è salvamento di vita. Ma ce nè un altro che non vorremmo ricordare: “Meglio un giorno da leone che cento da pecora”.

Enza Giacoponello
Enza Giacoponello
Daniela Trifilò
Daniela Trifilò