Aula consiglio comunale

Due riunioni per approvare tre punti all’Odg: un consiglio comunale stakanovista

Tutto si potrà dire del consiglio comunale di Capo d’Orlando tranne il fatto che non abbia un presidente scattante, dinamico che per fare approvare tre punti all’ordine del giorno sono stati appena sufficienti due sedute consiliari. Complimenti!

Il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2017 e le determinazioni sull’adeguamento del contributo oneri di urbanizzazione, nella prima seduta di giorno 5 febbraio, sono stati i punti posti all’ordine del giorno ed approvati con la presenza in aula di cinque consiglieri di minoranza, che responsabilmente sono venuti in soccorso del sindaco Ingrillì. Bottaro, Gazia, Gemmellaro, Trifilò e Sanfilippo (assente Micale) hanno sopperito all’assenza dei due consiglieri (Liotta e Giacoponello) che, altrimenti, avrebbe impedito il corretto svolgimento dei lavori per il mancato raggiungimento del numero legale. Il terzo punto, invece, quello riguardante l’approvazione del regolamento di delocalizzazione, iniziato a trattarsi nella serata del 5, ha vissuto un travagliato iter conclusosi alle 00,45 del 7 febbraio. Una maratonina, insomma.

Andiamo per ordine. La seduta consiliare del 6 febbraio, iniziata alle ore 19, necessitava per la sua validità del numero di 1/3 dei consiglieri, quindi almeno di sei consiglieri. All’appello del presidente Galipò hanno risposto in undici: 7 della maggioranza (Leggio, Fardella Triscari, Scafidi, Facciolà, Colombo e lo stesso Galipò) e 4 della minoranza (Bottaro, Gemmellaro, Gazia e Sanfilippo). Assenti: Leonino (lista Orlandina) Liotta e Giacoponello (indipendenti), Trifilò e Micale (minoranza).

E’ molto importante osservare e soffermarsi sui nomi e sui numeri quando oggetto della trattazione è un argomento di grande importanza per il futuro urbanistico del territorio comunale. Le tre consigliere di maggioranza assenti (Leonino, Liotta e Giacoponello), tanto diverse tra loro nella compagine politica, sono sembrate unite da un unico obiettivo. Non può passare inosservata la scelta delle due ex compagne di lista (Leonino e Liotta) che, più o meno fortuitamente, si sono trovate assenti.  L’assenza della Liotta in prima convocazione presagiva la successiva assenza di giorno 6, mentre inaspettata è apparsa la febbre sopraggiunta alla Leonino che le ha impedito di essere presente giorno 6.

Da ricordare che anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 2018 la consigliera Leonino era stata costretta ad assentarsi sempre per febbre alta ed improvvisa. Questa si chiama “Sindrome del capo”.

Tre consigliere così diverse tra loro, accomunate da uno stato di salute cagionevole, non proprio ottimo. Una iattura.

Ebbene, alla fine, per buona pace dell’assessore Leggio, nonostante i malanni vari, è venuto in suo soccorso il consigliere geometra Sanfilippo, per sua fortuna in ottima salute (tocchiamo ferro per lui) che, dissociandosi dai suoi compagni del fronte di opposizione, ha sfoggiato un bel gioco segnando un autogoal che rimarrà nella sua ‘fedina’ politica.

Non è stato il voto di Sanfilippo. però, ahimè, a portare il regolamento delle delocalizzazioni al traguardo, dopo un viaggio lungo e tortuoso tra il fronte in appoggio ad Ingrillì, perchè i sette cavalieri avrebbero comunque da soli compiuto la grande opera.

Arrivederci alla prossima puntata.

Gaetano Sanfilippo
Gaetano Sanfilippo