Graziella Facciolà la prima da destra

Capo d’Orlando, il ruolo della consigliera Facciolà in consiglio comunale

Per comprendere le scelte di alcuni consiglieri comunali di maggioranza avute nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Capo d’Orlando, bisognerà fare necessariamente un passo indietro. Non daremo giudizi sulle votazioni elargite dalla dott.ssa Graziella Facciolà, è di lei però che vogliamo parlare, valida professionista e donna d’indiscusso spessore morale, ma cercheremo di descrivere i fatti con uno sguardo al tempo in cui ancora la stessa non era tra gli scranni dell’aula consiliare, in ogni caso il nostro ragionamento è basato su analisi politiche, non vi è nulla di personale. Come ricorderete, a seguito della dirompente conferenza stampa a cura del sindaco Ingrillì dello scorso giugno, quando diede notizia che il comune avrebbe 20 milioni di debiti, la prima scossa di terremoto all’interno della lista Orlandina furono le dimissioni del consigliere Carmelo Perrone, ex assessore al bilancio dell’era Sindoni. Le tempestive quanto urgenti dimissioni del consigliere Perrone furono l’inizio di una vertiginosa discesa della forza contrattuale politica del referente indiscusso della lista stessa, Enzo Sindoni, date le conseguenze che da esse ne scaturirono tali da dare la stura alle ipotesi più fantasiose. Ma andiamo per ordine. La consigliera Facciolà, quindi, subentrò a Meluccio Perrone. Prendere il suo posto ovviamente non significò che dovesse farsi carico di tutte le sue scelte politiche, ma, purtroppo per lei, fu ed è gioco forza essersi trovata in un brutto ‘guado’ politico. Perchè la consigliera comunale Graziella Facciolà, con i piedi dentro la lista di appartenenza e la testa al sindaco Ingrillì, politicamente parlando, si trovò a dover affrontare frontalmente difficili enigmi, a cui, secondo noi, avrebbe potuto rispondere con meno diplomazia e più schiettezza. E riteniamo tutto ciò perchè siamo sicuri che la signora in questione non abbia alcun interesse a dare protezione a nessuno, fosse anche la persona grazie alla quale è potuta subentrare in consiglio comunale (Perrone). La seconda scossa di terremoto la lista Orlandina la subisce, allorquando ben due assessori (Rosario Milone e Susanna Di Bella), nel rimpasto di giunta, sono messi cordialmente alla porta dal sindaco Ingrillì pressato da mille voci negative sui due. La terza scossa, invece, è datata 2 gennaio 2019, ed è l’espulsione dalla sfortunata lista, della consigliera comunale Linda Liotta.

Sulla scorta di tale quadro storico ci chiediamo con dannazione della nostra anima: cosa ha potuto convincere la consigliera comunale Facciolà a dare il proprio assenso in consiglio nei giorni 5 e 6 febbraio? Mentre i fatti del consiglio ci aiutano a comprendere meglio l’espulsione della Liotta dalla lista ormai caduta in bassa fortuna, espulsione letta come gesto di amore e di condonata libertà per darle anche la possibilità di non farla compromettere su argomenti soggetti in futuro ad essere invalidati per eventuali illegittimità, non afferriamo, invece, la posizione della dottoressa Facciolà. Ed infatti, alla consigliera Graziella Facciolà, che fa benissimo a rimanere accanto al sindaco Franco Ingrillì, chiediamo: non ha compreso che i tre consiglieri della Lista Orlandina hanno inconsapevolmente salvato la Liotta da un probabilissimo dissesto morale? Perchè non si risveglia per salvarsi anche lei? La esortiamo a riflettere su tutto ciò per la simpatia e fiducia che,  nonostante tutto, riponiamo ancora in lei.