San Valentino 2019 è una linea estetica dell’amore per la bellezza, di Giovanni Torres La Torre

 

Luce che orna e disadorna come nelle belle figure

del giorno che si fa notte, o di quando

l’alba apre una ferita che saetta dalla collina,
dai libri dell’insonnia

che offrono innamoramenti di bellezza,

o dalla marina che ondeggia a serpentina

lasciando i tepori dei tetti alle tegole già sveglie

per volgere il giorno alle vele che salpano

all’orizzonte delle Isole di Cristallo.

Possono essere belle carezze degli occhi

altre linee che tondeggiano ferri di balaustre

in cerca di un raccordo tra dita

che intrecciandosi cercano il punto

ove chiudere il passo del ricamo.

Non sai dove giungere nel viaggio che proclami

per desiderio di abbracciare belle ombre

nell’assoluto che nessuno può negare,

pietra miliare al limite di un confine infinito

che esiste nel sublime, o anche in mezzo al guado

generoso al sussurro musicale della vita

che corre verso l’estremo limite.

Altre linee di bellezza hanno turbamenti

di piccole cose in forma di conchiglie

o senza nome che la poesia scopre, o nasconde

nel timore che qualcuno, maldestro, possa sciupare

il movimento della sua grazia,

il passo nudo, una carezza

sulla linea della fronte o contornando il viso

nel movimento che volge lo sguardo

a improvvisa luce.

Giorno di San Valentino

nei misteri della bellezza di James Ensor,

nella cassettiera di Salvator Dalì,

nello splendore dei “grandi suoni larghi”

di Rainer Maria Rilk e i volti di altri

mai stanchi di sognare,

di occhi di gioia ed emozione

che si fanno compagnia.

Liquidità onirica dice sentimenti

di cui non si è sentito dire,

è la poesia, nella ricorrenza di S. Valentino!;

ogni giorno della vita ha un tempo

di musica e vento che accarezzano

un’orma ancestrale dell’anima,

come passo nella fiumara.

E’ una linea estetica dell’amore per la bellezza”,

azzardò il cardellino, alle gemme del bosco,

ove anche semplici creature hanno voce.

Anche il mare ha da dire la sua,

si diverte con giochi d’onda,

un’estasi di divinità.

Fanno coro, sirene e tastiere che ammaliano,

salgono a riva di fine Trazzera Marina

grandi praterie di ventagli bianchi,

e tra canneti e spuma del Tirreno

Debussy compone il “Dialogo del vento del mare”

e la luna, amica di amori possibili e impossibili

e della tenerezza di sempre,

si ammaliò a quel suono e volle dispensare consigli

alla bella notte di San Valentino.

 

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