Michele Perriera

Palermo : Michele Perriera rivive sulla scena attraverso Gianfranco Perriera

Chiesa San Mattia dei Crociferi
Chiesa San Mattia dei Crociferi

La compagnia di Gianfranco Perriera, uno dei registi culturalmente più preparati nell’ambito del panorama siciliano, porta sulla scena l’amato padre, purtroppo scomparso alcuni anni fa.  Un collage di quadri e di storie, ritagliate da alcuni dei testi più celebri di Michele Perriera, per raccontare i fantasmi del mondo contemporaneo, e di un’epoca sfibrata e caotica. S’intitola “Un mazzo di rose con mirtilli e caramelle”, lo spettacolo costruito sui testi del drammaturgo palermitano scomparso nel 2010, che va in scena anche  stasera alle 21 all’ex chiesa di San Mattia dei Crociferi, in via Torremuzza, 28 alla Kalsa (ingresso libero). La drammaturgia e la regia sono di Gianfranco Perriera e in scena ci sono Roberto Burgio, Giuditta Periera, Elena Pistillo, Martina Caracappa e Valter Sarzi Sartori.

Gianfranco Perriera, attore – regista –scrittore, ha attinto da  “Con quelle idee da canguro”, raccolta di riflessioni che parla della Sicilia come metafora del mondo e ha collegato brani e citazioni da altri testi per disegnare nuovi scenari teatrali sul mondo di oggi. 

Gianfranco Perriera
Gianfranco Perriera



«Lo spettacolo nasce dalla voglia di ricordare mio padre, Michele Perriera, dal piacere di dare vita alla complessità delle sue parole  a cui il mondo contemporaneo ci rimanda sempre- racconta Gianfranco Perriera- Per questo scelto un testo di saggistica e ci ho montato sopra uno spettacolo che attraversa la nostra terra, parlando del mondo, delle nostre mancanze , dei nostri desideri e della nostra voglia che sempre perdura, di una redenzione». Ci sono frammenti da “Con quelle idee da canguro”, da cui il regista ha tratto dei quadri, scene da “A presto” e Finirà

questa malìa”, e anche singole parole da un altro saggio,  “I nostri tempi” e alcuni spunti dai suoi romanzi.

«Emergono brevi storie, quadri metafisici, squarci di riflessione sull’arte attorale- continua il regista- che manifestano anche i rischi della nostra epoca fondata sull’apparenza e sull’immagine mercificata, in un’alternanza di momenti raggelanti e una speranza di fondo che però aleggia dappertutto»