Nello Musumeci

Regione, il governatore Musumeci a caccia di sprechi

“Stiamo conducendo un’operazione verità sul patrimonio immobiliare della Regione. Una giungla di dati, competenze, appunti, che a tutt’oggi non consente di avere un quadro completo, aggiornato e dettagliato degli immobili rustici e urbani di proprietà della Regione e dei suoi enti strumentali”. Ad annunciarlo è  il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ha scoperto il caso di un immobile mai utilizzato a Catania e sul quale la Regione per anni ha pagato l’affitto.

“La Regione non conosce nemmeno il suo vasto patrimonio. Si va – ha proseguito il governatore – da ex feudi e piccoli lotti di terreno, superstiti della riforma agraria, a masserie e capannoni di industrie alimentari dismesse, a campagne in pianura e in alta montagna. Un immenso patrimonio che potrebbe superare i 550mila ettari: solo l’Ente di sviluppo agricolo è proprietario di circa 400mila ettari; il dipartimento per lo Sviluppo rurale ne gestisce, invece, 150mila. E poi ci sono gli immobili appartenenti alle Aziende sanitarie provinciali, provenienti essenzialmente da lasciti e donazioni di benefattori”.

“Per la stragrande maggioranza di questi beni – ha aggiunto ancora il presidente – mancano dati dettagliati e valutazioni agronomiche. Inutile dire che tra le pieghe di tanta indifferenza, che ha caratterizzato negli anni la gestione del patrimonio pubblico in Sicilia, si annidano mafiosi, speculatori, opportunisti e qualche ‘amico del giaguaro’, che detengono senza alcun titolo immobili non di loro appartenenza”.

“E’ il momento – ha concluso Musumeci – di dire basta a tanto disordine. Neppure l’istituzione della Banca della terra, avvenuta con una legge dell’Ars del 2014, è servita a razionalizzare i fondi rustici per scopi di valenza sociale e per creare nuova occupazione. Oggi ho tenuto il primo incontro con i dirigenti delle Finanze, dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale, della Salute e dell’Esa. Ci vorrà del tempo, ma la strada imboccata la percorreremo senza tentennamenti”. E noi, caro presidente, non abbiamo dubbi che lei riuscirà a stanare i malfattori. Eravamo e continueremo ad essere con lei, oggi più che mai.