Acitrezza (CT)

Enrico è ancora disperso

Si è rivelata infondata, anche se comunque apparentemente dettata da buona fede, la segnalazione stamattina dell’avvistamento nel mare di Aci Trezza di una sagoma galleggiante; segnalazione che aveva fatto prefigurare il ritrovamento del corpo di Enrico Cordella, il giovane rimasto vittima a Santa Maria la Scala di un’onda assassina costata la vita anche a Margherita Quattrocchi e Lorenzo D’Agata, i cui cadaveri sono stati invece ritrovati e per i quali ieri si sono celebrati i funerali.

Sommozzatori dei vigili del fuoco, supportati da squadre terrestri e da unità aeree e navali, hanno scandagliato lo specchio d’acqua antistante i Faraglioni, ma ritrovando solo cumuli di detriti, evidentemente scambiati invece per una sagoma da chi aveva fatto la segnalazione. E appunto segnalazioni si stanno susseguendo in queste ore, a testimonianza dell’intensità con cui da molti è vissuta la vicenda; un’intensità di emozioni che porta anche a ingigantire e storpiare quanto viene visto.

Oggi il fratello di Enrico Cordella, Salvo, si era così espresso: «Questa mattina sono partiti con le loro barche (una decina, ndr) i pescatori e i subacquei di Santa Maria la Scala e dell’acese, angeli in terra, volontari nel cercare di dare pace alla mia famiglia: li ringrazio infinitamente per la vicinanza e spero che ritrovino il mio fratellino per poter trovare pace. Ringrazio tutti quanti per le parole di conforto che ci mandate continuamente E per gli abbracci affettuosi che mi danno forza, e chiedo scusa se non riesco per tempo o per forza a rispondere a tutti, ma vi volevo dire che tengo duro e vado avanti convinto di riuscire nell’intento. Vi abbraccio fiducioso di poter dare un ultimo abbraccio al mio fratellino».

Enrico Cardella
Enrico Cardella