Pinacoteca di Capo d’Orlando, successo della Mostra “Com’eri vestita”?

 

“Non è l’abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale, ma è una persona a causare il danno. Essere in grado di donare serenità alle vitime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunità è la vera motivazione del progetto”.

Così parlò Jen Brockman direttore del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e da Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università americana dell’Arkansas dove la mostra è stata esposta per la prima volta nella primavera del 2013. La mostra “Com’eri vestita” si è inaugurata ieri sera per la prima volta in Sicilia e più precisamente alla Pinacoteca di Via del Fanciullo a Capo d’Orlando.

Secondo gli ideatori lo scopo principale della Mostra oltre ad essere quello di promuovere una maggiore consapevolezza del pubblico sul tema della violenza di genere è anche quello di sostenere la necessità di combattere il senso di colpa scaricato sulle vitime, aspetto piuttosto diffuso.

Potersi avvicinare all’oggetto comune mette il pubblico in relazione diretta con qualcosa di tengibile e al tempo stesso emozionale producendo una reazione decisamente positiva. La mostra Com’eri vestita” gode del Patrocinio della Regione Siaciliana e della Consigliera Nazionale di Parità. Avviciniamo la consigliera comunale di Capo d’Orlando, assessore delegato alle Pari Opportunità, dott. Linda Liotta

Questa Mostra vuole contribuire a smantellare gli stereotipi che colpevolizzano le vittime e sensibilizzare la comunità su un tema ancora troppo sommerso, sia attraverso un intervento indiretto di “cura” rivolto alle vittime stesse sia mediante lo sviluppo di una maggiore conoscenza del fenomeno e degli stereotipi che lo giustificano. E’ quindi, anche e soprattutto un fatto culturale, come afferma lo stesso sindaco orlandino, Franco Ingillì.

i visitatori della Mostra, in esposizione presso la Pinacoteca Comunale di Capo d’orlando, possono identificarsi nelle storie narrate e al tempo stesso vedere quanto siano comuni gli abiti che le vittime indossavano  al momento della violenza sessuale.