Tribunale Termini Imerese (PA)

“Votami e ti aiuti”, tra i 96 indagati Cuffaro e Cordaro

La Procura  di Termini Imerese ha chiuso la maxi inchiesta sul voto di scambio che coinvolge politici ed ex potenti che adesso rischiano il processo. Sono 96 gli indagati e 71 i capi d’imputazione. Coinvolti, tra gli altri, l’assessore regionale al Territorio, Salvatore Cordaro; l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars del movimento Diventerà bellissima. E ancora il sindaco di Termini Francesco Giunta, il deputato leghista Alessandro Pagano e l’ex deputato, sempre leghista, Salvino Caputo che oggi è candidato sindaco di Monreale.

Le ipotesi principali sono di voto di scambio, con promesse elettorali di assunzioni, superamento di esami di maturità, ammissione in scuole di specializzazione, appalti assegnati a imprese di comodo presso cui far lavorare elettori. Secondo i magistrati il sistema di scambio di voti sarebbe stato messo su per condizionare due competizioni elettorali, cioè le regionali del 2017 e le comunali di Termini Imerese quando vennero indagati i fratelli Salvino e Mario Caputo. Quest’ultimo sarebbe stato candidato al posto del fratello, che non poteva candidarsi dopo la condanna per abuso d’ufficio. Cuffaro, invece, è accusato di corruzione elettorale in concorso con Filippo Maria Tripoli.

“Mi è stato notificato per conto della Procura di Termini Imerese un atto di chiusura delle indagini dove mi si contesta di ‘aver promesso un posto di lavoro all’Ars’ in cambio di voti. Ho sempre avuto e ho grande fiducia nella Giustizia e rispetto per il lavoro dei pm e se sono nella lista insieme ad altri 96 indagati un motivo ci sarà”, commenta Salvatore Cuffaro. L’ex governatore precisa “appena avrò le carte che mi riguardano le studierò e mi adopererò con i miei avvocati per chiarire questa vicenda che mi viene attribuita. So che è reato promettere posti di lavoro in cambio di voti e so di non aver promesso nessun posto di lavoro all’Ars e so anche di non avere nessun potere, o ruolo (essendo un semplice cittadino senza alcun incarico) e nessuna possibilità di mantenere simili promesse. Conosco Amodeo da 20 anni, è un dirigente
politico, e non credo avesse bisogno di promesse di lavoro per votare per Filippo Tripoli col quale ha un ottimo rapporto personale ed ha
collaborato per tutta la campagna elettorale. Sono certo di poter chiarire, quanto prima, la mia innocenza rispetto ai fatti che mi si contestano”.

Totò Cuffaro
Totò Cuffaro
Salvatore Cordaro
Salvatore Cordaro