Polizia

Le indagini sul duplice omicidio allo Zen di Palermo

Nottata di interrogatori per fare luce sul duplice omicidio allo Zen. Familiari e amici del 53enne Antonino Lupo e del figlio diciottenne Giacomo sono stati ascoltati dagli investigatori della Squadra Mobile di Palermo nel tentativo di raccogliere informazioni utili per risalire ai responsabili dell’agguato in via Rocky Marciano.  Il quartiere è, al momento,  presidiato dalla polizia, che si è messa a caccia dei killer.

Già, perchè secondo quanto raccontano alcuni testimoni si è trattato di una eliminazione studiata con cura. C’è chi  riferisce di aver sentito i primi spari nella parte alta di uno dei palazzoni che separa via Rocky Marciano con via Ajello. “Penso sia cominciato tutto sopra una rampa di scale – racconta un residente –  sono uscito e ho visto un uomo vestito di nero e incappucciato con l’arma in pugno che scappava. Il padre è arrivato in un secondo momento e ha cercato di proteggere il figlio. Abbiamo avuto molta paura, appena abbiamo sentito sparare di nuovo ci siamo rintanati a casa terrorizzati”.

Gli agenti della sezione Omicidi stanno cercando di ricostruire un quadro sulle due vittime. Il 53enne, conosciuto nella zona come Tonino, aveva dei precedenti collegati al mondo della droga. Nel 2005 era stato arrestato in una retata che fece piazza pulita nel clan dei Lo Piccolo, scoperchiando una rete dedita in particolare alla riscossione del pizzo e allo spaccio di droga. Proprio Lupo è stato considerato uno degli organizzatori del fiorente business dello spaccio, tanto da essere condannato a 14 anni di carcere. Il figlio Giacomo, giovane pugile molto conosciuto allo Zen, aveva invece la fedina penale pulita e aveva festeggiato il compleanno solo 24 ore prima. “Un ragazzo d’oro, gentile e sempre sorridente. Un pezzo di pane cresciuto nell’ambiente sbagliato e che ha conosciuto la violenza del quartiere. Che però ha deciso di canalizzare in uno sport come il pugilato”, racconta chi lo conosceva. E per questo, forse, si allenava tanto, curando il suo corpo.

Tratteggiare un quadro completo delle vittime è servito agli investigatori per cercare di portare le indagini sui binari giusti. Chi era dei due l’obiettivo? Il killer, ammesso che abbia agito da solo, cercava il padre o il giovane figlio? E perché? Secondo alcune indiscrezioni il primo a cadere sotto i colpi di pistola sarebbe stato Giacomo mentre il padre, sentendo sparare, sarebbe arrivato in un secondo momento per cercare di proteggere il figlio e sarebbe stato ucciso probabilmente con un proiettile indirizzato verso la testa. Poi la fuga, forse a bordo di uno scooter.

Zen, Palermo
Zen, Palermo
Giacomo Lupo
Giacomo Lupo
Antonino Lupo
Antonino Lupo