Col. Lorenzo Sabatino

Caso Cucchi, chiusura indagini per il col. Lorenzo Sabatino

C’è anche l’attuale comandante dell’Arma a Messina, il colonnello Lorenzo Sabatino, tra gli indagati – otto in tutto- per il depistaggio e l’occultamento delle prove sulla morte di Stefano Cucchi . Rischia di diventare imputato per omessa denunzia e favoreggiamento.  Il pubblico ministero di Roma Giovanni Musarò ha inviato l’avviso di conclusione indagini, firmato anche dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. E c’è anche il generale Alessandro Casarsa tra i possibili imputati. In Sicilia ha comandato l’Arma a Catania.

Le accuse si riferiscono alle manipolazioni delle relazioni di servizio redatte dai militari dell’Arma nell’ottobre 2009 (all’indomani della morte di Cucchi avvenuta all’ospedale Pertini una settimana dopo l’arresto da parte dei carabinieri) e alle mancate consegne dei documenti richiesti dalla magistratura nel novembre 2015, quando fu avviata la seconda indagine dopo l’assoluzione degli agenti penitenziari nel primo processo.

La lista degli indagati avvisati si apre con il generale Alessandro Casarsa, che insieme ai colonnelli Francesco Cavallo e Luciano Soligo, al luogotenente Massimiliano Colombo Labriola e al carabiniere Francesco Di Sano, risponde di falso per la manipolazione dei documenti. , Il colonnello Lorenzo Sabatino e il capitano Tiziano Testarmata sono invece accusati di favoreggiamento e omessa denuncia.

Secondo quanto emerge dal capo di imputazione presente nell’atto di chiusura indagini, partì da Casarsa (all’epoca dei fatti a capo del gruppo Roma) la catena dei falsi legata alle note sullo stato di salute di Cucchi dopo l’arresto. I pm affermano che gli indagati «avrebbero attestato il falso in una annotazione di servizio, datata 26 ottobre 2009, relativamente alle condizioni di salute di Cucchi», arrestato dai carabinieri di Roma Appia e portato nelle celle di sicurezza di Tor Sapienza, tra il 15 e il 16 ottobre del 2009. Per l’accusa il falso fu confezionato «con l’aggravante di volere procurare l’impunità dei carabinieri della stazione Appia responsabili di avere cagionato a Cucchi le lesioni che nei giorni successivi gli determinarono il decesso».

I presunti favoreggiamenti avvenuti nel 2015, invece, si riferiscono al fatto che quando la Procura ordinò nuove acquisizioni di atti, i carabinieri Lorenzo Sabatino ( ex capo del nucleo operativo di Roma e oggi comandante provinciale di Messina ) e Tiziano Testarmata (comandante della quarta sezione del Nucleo investigativo), incaricati di raccogliere quei documenti redatti nel 2009 evitarono di denunciare i falsi alla Procura, che solo in seguito e per altre vie si accorse delle manipolazioni. L’elenco degli indagati si chiude con Luca Di Cianni, accusato di calunnia nei confronti del collega Riccardo Casamassima, che con le sue dichiarazioni del 2015 diede il primo impulso alla riapertura dell’inchiesta.

Stefano Cucchi
Stefano Cucchi