Niscemi

Voto di scambio a Niscemi, depone Beppe Lumia

Gli interessi politici di Calogero Attardi, almeno fino al momento dell’arresto successivo al blitz “Polis”, sarebbero stati concentrati sulla candidatura alle elezioni regionali di due anni fa. Una conferma è arrivata dall’ex senatore Giuseppe Lumia, chiamato a testimoniare nel corso del dibattimento avviato nei confronti dello stesso Attardi e del padre Giuseppe (entrambi gelesi), di Francesco La Rosa, Salvatore Mangione, Giuseppe Mangione, Francesco Alesci, Francesco Spatola. Per i pm della Dda di Caltanissetta, in aula con il magistrato Luigi Leghissa, Attardi, con le presunte assunzioni nell’azienda riferibile al padre, sarebbe stato decisivo nella vittoria di Francesco La Rosa alle amministrative di Niscemi del 2012. Ma in base alle accuse, il gruppo politico di La Rosa avrebbe potuto contare sull’appoggio dei boss, a cominciare da Giancarlo Giugno. Lumia ha tracciato quello che era il quadro dello scenario politico niscemese all’epoca di quelle amministrative. “Niscemi ha sempre avuto una proiezione diretta dei boss in politica”, ha detto. Elementi che l’ex senatore, adesso “in fase di quiescenza”, avrebbe raccolto durante la sua lunga presenza nella commissione parlamentare antimafia. Dopo aver ottenuto l’elezione al consiglio comunale di Niscemi, diventando successivamente assessore della giunta La Rosa, l’architetto Attardi avrebbe deciso di appoggiare la candidatura alle successive regionali dell’ex deputato all’Ars Miguel Donegani, in quella fase esponente di spicco del Pd gelese. “Mi risulta che quello di Attardi era uno dei nomi che circolavano per le regionali del 2017 – ha proseguito Lumia – mi riferirono che si dimise dalla giunta La Rosa proprio per candidarsi. Nel 2012 però aveva deciso di sostenere Miguel Donegani del Pd e la candidatura alla presidenza della Regione di Nello Musumeci. I manifesti nella sede di Attardi erano quelli di Donegani. La verifica è stata puntuale”.

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L’ex deputato regionale dem non è mai stato coinvolto nell’indagine e l’appoggio elettorale di Attardi, come ha già spiegato, non si sarebbe concretizzato. La difesa degli Attardi, sostenuta dall’avvocato Flavio Sinatra, ha però fatto notare che in una delle giunte comunali gelesi dell’ex sindaco Rosario Crocetta, per anni riferimento politico di Lumia, “un cognato di Attardi fu assessore”. Proprio il legale, nel  controesame di uno dei poliziotti impegnato nell’indagine, ha spiegato che già prima della sua elezione a Niscemi, Calogero Attardi era stato candidato alle amministrative gelesi nella lista “Lisciandra sindaco”. Lumia invece non avrebbe saputo della presenza nelle liste di Giovanni Di Martino (sostenuto dal suo gruppo politico) e rivale di La Rosa alle amministrative di sette anni fa,  “del cognato di Giancarlo Giugno”. L’ex senatore ha confermato quanto sostenuto al comizio finale per Di Martino. Venne denunciato il sospetto di presunte promesse di assunzioni in cambio di voti a La Rosa. “Fu il gruppo dirigente del Pd di Niscemi ad informarmi e denunciammo pubblicamente”. L’allora candidato Di Martino, a quell’iniziativa elettorale, era affiancato da Lumia e dall’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, che però non si è presentato in aula a testimoniare (nonostante la regolarità della notifica) . Il presidente Miriam D’Amore (a latere Marica Marino e Tiziana Landoni) gli ha comminato un’amnenda da 300 euro (dovrà presentarsi alla prossima udienza altrimenti rischia l’accompagnamento coattivo). In dibattimento, parte civile è il Comune di Niscemi, con l’avvocato Massimo Caristia. Gli imputati invece sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Maria Concetta Bevilacqua, Gino Ioppolo, Giuseppe D’Alessandro, Rocco Di Dio e Claudio Bellanti. In aula, ha parlato anche Di Martino (ve ne riferiremo a breve).

Beppe Lumia
Beppe Lumia