Tribunale di Mistretta, verso la riapertura?

E’ molto probabile che qualcuno abbia capito che la inopinata chiusura del tribunale di Mistretta, sia stato un clamoroso autogol e stia correndo ai ripari. Errare è umano perseverare è diabolico e i segnali che arrivano dalla capitale ci fanno ben sperare in una riapertura  del tribunale amastratino. Aveva destato parecchio sconcerto la chiusura di un presidio di legalità come il tribunale amastratino in un territorio tra l’altro a rischio mafia.

Oggi, la “La revisione della geografia giudiziaria è una battaglia del Movimento 5 Stelle, inserita al punto 12 del Contratto di Governo. Durante l’incontro di qualche giorno fà con il Coordinamento nazionale, tenutosi presso il Dicastero della Giustizia, il Ministro Bonafede ha confermato attenzione al tema e rappresentato la volontà di promuovere un lavoro di valutazione delle varie realtà territoriali, circa la rivisitazione della stessa riforma giudiziaria che, varata dal Governo Letta nel 2013, ha portato in Sicilia alla chiusura dei tribunali di Nicosia, Mistretta e Modica”. Un provvedimento, anche per quanto riguarda Nicosia e Modica, che non stanno nè in cielo nè in terra e correre ai ripari a noi sembra una logica conseguenza degli errori precedentemente commessi.

Il ministro Bonafede, siciliano per giunta, ha affermato che procederà alla costituzione di un Gruppo informale di lavoro, alla cui partecipazione chiamerà anche i parlamentari e riconvocherà il Comitato Nazionale. Il Ministro ha sottolineato anche l’importanza del progetto degli uffici di prossimità, pur evidenziando che questi siano cosa diversa dagli uffici giudiziari e che le rispettive evoluzioni seguiranno percorsi differenti. Ora chiediamo al Governo regionale e agli Enti Locali di fare la loro parte.

“A mio avviso sono utili, ma non ancora sufficienti, i fondi destinati dalla Regione Siciliana al mantenimento dei tre tribunali: si tratta di 450 mila euro, in tre anni, per le tre le sedi (in pratica, 50 mila euro annui per tribunale) e la relativa convenzione Stato-Regione dovrà essere firmata dal presidente Musumeci. Allo stesso modo,  i Comuni del comprensorio devono essere chiamati ad intervenire attraverso una compartecipazione di spesa, su base fissa e variabile, anche in rapporto alla popolazione residente”.

Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede