Taormina

Taormina contesta i numeri della giornalista Gabanelli

Secondo la giornalista Milena Gabanelli il Pronto Soccorso di Taormina è un presidio ospedaliero che rientra nell’elenco di quelli che andrebbero chiusi e immediata arriva la replica del primario Mauro Passalacqua che rivendica invece i numeri reali e la mole di lavoro quotidiano nel reparto di riferimento del “San Vincenzo” di Taormina.
A quattro anni di distanza dal decreto 70, si tirano le somme sulle performance degli ospedali e, soprattutto, dei pronto soccorso presenti sul territorio nazionale e di questo aveva parlato Milena Gabanelli sulle pagine del Corriere della Sera. Nella sua rubrica “Dataroom”, infatti, è uscita una inchiesta che riguarda da vicino anche le strutture ospedaliere del Val di Noto. “Su 635 Pronto soccorso nazionali 103, di cui 2 privati accreditati – scrive la Gabanelli – risultano senza i requisiti minimi previsti e sarebbero da chiudere.
“Il decreto del 2015 parla chiaro – si legge nell’inchiesta – i reparti che non stanno nei parametri devono essere chiusi o riconvertiti”. Nel mirino è finito il Pronto Soccorso dell’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto, quello di Lipari, il Pronto Soccorso dell’ospedale di Sant’Agata di Militello e proprio il Pronto Soccorso di Taormina, tutti nel Messinese.
In tutta la regione, sono 23 su 62 i pronto soccorso che secondo il decreto andrebbero chiusi e accorpati ad altro ospedale perché non hanno i requisiti minimi, che sono quelli degli accessi, e dovrebbero essere 54 al giorno. Sul San Vincenzo di Taormina si parla di 19.220 accessi.
Tuttavia, nel 2018 come già nel 2017, il Pronto Soccorso di Taormina ha fatto registrare oltre 25 mila accessi circa con numeri che, in pratica, sono quelli più significativi nella provincia di Messina (tanto più nel rapporto tra la densità demografica dell’area in cui si trova la struttura ed il relativo bacino d’utenza). La struttura di contrada Sirina assorbe ormai non soltanto gli utenti della zona ionica e della Valle dell’Alcantara ma anche i paesi della cintura etnea, alla luce dell’avvenuta chiusura di Giarre. Di conseguenza gli accessi al Pronto Soccorso sono tanti e aumentano in termini tangibili, con attese quotidiane che non a caso (tenendo pure conto delle irrisolte problematiche di organico) si prolungano per diverse ore.

Analizzando, nel dettaglio, il 2018 il Pronto Soccorso di Taormina, oltre che contare circa 25 mila accessi, ha avuto altri numeri di tutto rispetto. I ricoveri in Obi (Osservazione Breve Intensiva) sono stati quasi mille e un boom si è registrato proprio sul finire dell’anno, con 15 mila esami prescritti nel mese di dicembre.

Ecco la replica del primario del Pronto Soccorso di Taormina, il dott. Mauro Passalacqua che non ha gradito le affermazioni della Gabanelli e non ha fatto mistero del suo disappunto: “Non so quali siano le fonti della Gabanelli e del Corriere della Sera ma i numeri su Taormina non stanno né in cielo né in terra. Disinformazione o malafede? Noi 19 mila accessi li facciamo i primi 6 mesi dell’anno”. Poi l’affondo finale di Passalacqua: “Studiate e poi scrivete, soloni del nulla”.

Milena Gabanelli
Milena Gabanelli

 

Pronto soccorso
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